Mosaici di età romana

Nella Mauretania Tingitana non sono stati rinvenuti tanti mosaici e così raffinati come nelle altre province africane. Lixus è la città che, in proporzione all’area scavata, ne ha restituito il maggior numero; essi sono conservati attualmente al Museo Archeologico di Tétouan. Di questi pavimenti non è stato ancora condotto uno studio specifico e purtroppo, al momento del loro distacco, non vennero compiute indagini archeologiche che avrebbero potuto fornire indicazioni preziose per la loro datazione. Si tratta per lo più di grandi composizioni policrome di motivi ornamentali che presentano al centro un quadro figurato (emblema) di soggetto mitologico. Tra i più interessanti è quello che raffigura Marte e Rhea Silvia e che ha dato il nome alla ricca dimora che decorava e nella quale sono venuti in luce altri due quadretti musivi con Amore e Psiche, amorini, ghirlande e rose. La scena, al centro di un tessuto geometrico, è compresa in una cornice circolare ed è priva della parte superiore: Marte, con un corto mantello e lo scudo, si dirige verso Rhea Silvia che giace all’ombra di un cespuglio appoggiandosi ad una roccia; la parte inferiore del corpo, sino al bacino, è avvolta in un drappo, per il resto la figura è nuda. La Casa delle Tre Grazie prende il nome dalla scena di un altro emblema musivo, rettangolare, con le Tre Grazie al centro, motivi geometrici sui lati e i busti con le personificazioni delle stagioni ai quattro angoli. Dalla stessa domus provengono altri due pannelli, uno raffigura una processione dionisiaca ed è inserito in un pavimento con una decorazione geometrica a grandi stelle a otto punte: un personaggio maschile nudo conduce un asino cavalcato da Dioniso fanciullo, seguito da una Menade; sull’altro sono due eroti con l’indicazione del nome (Paphius e Citherius), due galli alla fine del combattimento: il vincitore becca una rosa, mentre il perdente, mal conservato, sanguina e una borsa contenente il denaro del premio. La rosa, gli eroti e i loro nomi (Pafo e Citera erano la sede di santuari di Afrodite), riportano alla dea. Il pavimento di un grande ambiente (m 10,40x6,10) delle terme monumentali presso l’edificio da spettacolo, corrispondente verosimilmente al frigidarium, era decorato da un mosaico a medaglioni contenenti motivi floreali; al centro era un emblema con una grande testa di Oceano (m 1,53x1,50). Il dio ha tratti marcati e dalla sua folta capigliatura sporgono chele di crostacei; il mosaico è stato datato intorno alla fine del II – inizi del III s. d.C..

A Tangeri si rinvenne nel 1880, scavando le fondamenta della chiesa della Purísima, un mosaico il cui emblema centrale rappresentava Orfeo che suonava la lira; esso faceva parte di una più ampia composizione nella quale gli animali placati dalla musica erano inseriti ciascuno in un quadrato con una semplice cornice a dentelli.