Tangeri sotto gli Alawiti

Ahmed Al Rifi, che dopo l’evacuazione degli Inglesi aveva contribuito col padre alla rinascita della città, alla morte di costui si proclamò principe indipendente e si fece costruire un palazzo nella qasba; il suo dominio sulla regione, che si era esteso sino ai limiti del Gharb, ebbe fine con la battaglia di Ksar El Kebir contro le truppe del sultano, in cui trovò la morte. Dopo un periodo di anarchia la città si riprende: il commercio rifiorisce con l’aiuto di Tétouan e viene costruita la medersa. Il porto ottiene la libertà di commercio e Tangeri diviene ben presto la sede delle trattative con i rappresentanti stranieri che il makhzen invita a stabilirsi nella città. In questa occasione il sultano Sidi Mohammed Bin Abdallah offre agli Stati Generali dei Paesi Bassi una delle più belle dimore a condizione che il console si trasferisca nella città; nello stesso modo ha origine la Legazione Americana. Nasce così la sua vocazione diplomatica di Tangeri. Alla fine del XIX secolo il suo porto aveva soppiantato quelli di Tétouan e di Larache; garantiva l’approvvigionamento di Fès per la seta, il cotone, lo zucchero, il tè, le candele e il ferro ed era centro di commerci e di scambi: capitale cosmopolita e diplomatica, stava diventando anche la capitale economica. Le varie comunità straniere lasciarono la propria traccia sull’aspetto monumentale e culturale della città. I consolati generali erano diventati legazioni e le comunità straniere presero pian piano in mano una serie di servizi della città: aprirono compagnie marittime, poste, telegrafi e fondarono giornali. A trarre vantaggio dell’indebolimento del makhzen non furono solo gli stranieri: la comunità ebraica passò, negli anni tra il 1870 c. e il trattato di Algeciras (1906), da 2.500 a 11.500 individui, più di un terzo degli abitanti. Pur avendo le proprie istituzioni e rispettando le tradizioni, è pienamente integrata alla vita cittadina, costituendo una sorta di aristocrazia: Tangeri è la sola città del Marocco a non aver mai posseduto mellah. Sono queste le premesse del particolare statuto di città internazionale che Tangeri avrà per quasi mezzo secolo.