L’acquedotto di Kouass

Sul pianoro che domina la costa si trovano i resti di un acquedotto, i cui archi hanno dato il nome al sito (qūas in arabo significa infatti arco). Il suo percorso, che segue grossomodo una direzione sudest-nordovest, non è rettilineo e si sviluppa perpendicolarmente alla costa; il tratto scoperto da Ponsich si conserva per circa 278,50 m a partire dalla sorgente. Per risolvere il problema dell’accelerazione della massa d’acqua a causa del dislivello di 30 m, si ridusse la pendenza interrando fino a 4 m di profondità la prima parte dell’acquedotto e sopraelevando la seconda mediante la costruzione di 81 arcate dell’ampiezza di 1,25 m.

Il percorso dell’acquedotto passa attraverso una struttura a pianta quadrata di incerta funzione e termina in un bacino ugualmente quadrato di modeste dimensioni con gli angoli rinforzati: quest’ultimo, che domina la riva sul bordo della falesia, doveva essere destinato a ripartire l’acqua tra le varie destinazioni.

È ipotizzabile che tale opera non fosse destinata ad alimentare un insediamento, poiché non esistono tracce di collegamenti lungo il suo sviluppo, bensì, forse, i bacini per la salagione, ubicati nelle vicinanze, che avevano bisogno di quantità considerevoli di acqua per la pulizia e la successiva lavorazione del pesce.

La costruzione di quest’opera, datata inizialmente da Ponsich a epoca alto-imperiale, potrebbe invece, sulla base di dati recenti, essere posteriore al I s. d.C.