Preistoria

La presenza umana in Marocco affonda le sue radici nella preistoria, periodo lunghissimo del cammino dell’uomo le cui testimonianze sono affidate unicamente ai dati archeologici, in quanto la scrittura a quel tempo non era ancora stata introdotta. 

L’età preistorica è stata distinta dagli archeologi nelle fasi del Paleolitico, Mesolitico, Neolitico e Calcolitico (o Eneolitico), scandite al loro interno in diversi momenti che segnano importanti tappe nello sviluppo dell’uomo e delle attività umane.

L’Africa nord-occidentale è una regione importante per la comprensione dell’occupazione umana.

Le più antiche testimonianze in Marocco sono costituite da giacimenti del Paleolitico inferiore, all’epoca della specie umana dell’Homo erectus, lungo la costa atlantica (regione di Casablanca, cave di Sidi Abderrhamane, Thomas-1 e Oulad Hamida-1), ma anche all’interno (limite del Sahara e valle del Draa).

La regione nord-occidentale del Marocco, per la sua particolare posizione naturale, favorì precocemente l’occupazione umana, se le prime tracce di popolamento sono riferibili forse già al Paleolitico inferiore. Le caratteristiche geografiche di questo territorio favorirono inoltre un’apertura, già dalla remota antichità, verso il mondo mediterraneo attraverso quel ponte naturale che è lo Stretto di Gibilterra.

Durante i millenni del Paleolitico si compie il processo evolutivo della specie umana che porta alla comparsa di individui appartenenti all’Homo sapiens sapiens, specie della quale fa parte anche l’uomo attuale.

Le novità introdotte invece nel corso del Neolitico, cioè lo sviluppo dell’agricoltura e dell’allevamento rispetto alle attività di caccia e raccolta caratteristiche delle fasi precedenti e la produzione della ceramica, rappresentano una svolta decisiva nel modo di vita e nelle forme di sussistenza delle comunità preistoriche.

Il Neolitico, noto in diverse zone del Marocco, è attestato su tutto il litorale, in particolare attorno a Tangeri.

Il Calcolitico (verso il 3000 a.C.), che chiude la Preistoria e inaugura l’età dei metalli, è particolarmente rappresentato in Marocco dalla facies del vaso campaniforme.

Le diverse culture preistoriche del Marocco sono identificabili attraverso gli utensili d’uso quotidiano: strumenti litici, in osso e manufatti ceramici.

Ma le ricerche sul popolamento in un dato territorio sono mirate a conoscere anche gli aspetti antropologici, il paleombiente (cioè le condizioni ambientali in cui vivevano le comunità del passato) e le risorse economiche.

A tale scopo gli archeologi dispongono del prezioso contributo delle scienze in rapporto a vari tipi di testimonianze: esempio ne sono la paleoantropologia per i resti umani, l’archeobotanica per quelli vegetali, l’archeozoologia per i reperti faunistici.

In questo modo si può cercare di ricostruire le possibili strategie di adattamento dei gruppi umani durante le epoche preistoriche.