Periodo punico

Con l’indebolimento dell’autonomia delle città fenicie sotto la pressione babilonese e la presa di Tiro nel 572 a.C., Cartagine si impone come potenza dominante nel Mediterraneo occidentale. In Marocco dal VI o dal V s. a.C. alla presenza fenicia subentra quindi quella cartaginese, che permarrà fino all’epoca degli ultimi re Mauri. Delle attività, specialmente commerciali, di Fenici e Punici nell’estremo Occidente parlano a più riprese gli scrittori antichi: Erodoto riporta che le navi dei commercianti cartaginesi superarono le Colonne d’Ercole per raggiungere le coste atlantiche e che essi istituirono contatti anche con gli abitanti dei primi rilievi dell’interno; Annone, poi, ci ha lasciato del viaggio che effettuò, forse verso la fine del V s. a.C., da Cartagine fino al golfo di Guinea, superando lo Stretto.

A partire dalla fine del VI s. a.C. si assiste alla fondazione, accanto ai precedenti siti fenici (Lixus, Mogador, Rhysaddir, etc.), di nuovi insediamenti (quali Emsa, Tamuda, Quitzán, Tingi, Kouass) sia sulla costa sia all’interno, presso fiumi navigabili (Martil, Loukkos, Sebou); le comunicazioni tra questi centri avvenivano prevalentemente per via marittima e fluviale. Le attività economiche dei nuovi siti sono legate principalmente allo sfruttamento delle risorse marine; agricoltura e allevamento venivano praticati dagli abitanti degli insediamenti lungo le valli.

Sulla costa atlantica, segnatamente a Lixus, Kouass e nella regione di Tangeri dove giungono ceramiche importate dall’Attica, vengono ora impiantate officine per la fabbricazione di vasellame e anfore, queste ultime destinate presumibilmente all’esportazione di conserve di pesce.

La ceramica e l’artigianato artistico (in particolare i gioielli) testimoniano la diffusione della cultura punica, la cui influenza è percepibile anche in ambito religioso, politico (nel III s. a.C. la città mauretana di Volubilis è governata da sommi magistrati chiamati sufeti al pari di quelli di Cartagine) e nella diffusione della lingua punica.

L’influsso della cultura punica è inoltre sensibile nelle necropoli (caratterizzate dalla pratica dell’inumazione) che occupano uno spazio distinto e talvolta distante rispetto all’abitato. Spesso è nota la necropoli ma non il relativo insediamento.

Va sottolineato che non è possibile definire il ruolo di Cartagine nella nascita e nello sviluppo del regno mauro, ma tra i periodi tardopunico e mauretano si può riconoscere un legame stabilito da quella eredità culturale che la città nordafricana lascia alla penisola tingitana.