Neolitico antico

La facies più antica del Neolitico nel Maghreb è stata individuata in base alle ceramiche appartenenti a due gruppi, quella impressa cardiale, di origine mediterranea, e quella decorata con elementi impressi non cardiali e con motivi scanalati. La ceramica cardiale si trova in particolare nel nord del Marocco, nelle regioni di Tangeri fino ad Asilah, di Tétouan, con attestazioni importanti anche a Ceuta; non mancano tuttavia testimonianze più a sud, presso Rabat (Grotta dei Contabbandieri) e Témara (El Haroura 2), dove peraltro si nota l’occupazione neolitica di grotte frequentate precedentemente nel Paleolitico.

Il Neolitico cardiale del Marocco mostra, dopo la fase iniziale, stretti contatti con il Portogallo (area lusitana) ancor prima che le produzioni caratteristiche si diffondano nella regione di Rabat-Casablanca.

Nella penisola tingitana le forme di occupazione umana del Neolitico cardiale sono documentate in stazioni all’aperto (presso la foce dell’oued Tahadart), frequentemente in grotte, presso Tangeri (degli Idoli, d’Hércules, Mugharet et Aliya, El Khril,), Tétouan (Kaf Taht el Ghar, Kahf Boussaria) e Ceuta (Ghar Kahal, Benzù).

Le stazioni di superficie neolitiche non sono concentrate esclusivamente sul litorale: l’occupazione umana si estende anche attorno alle lagune, dove si trovano siti all’aperto, lungo le prime vie di penetrazione verso l’interno, una attraverso la laguna di Tahadart-Bougdour, l’altra attraverso la laguna di Bou Khalf.

La concentrazione dei siti neolitici nella penisola Tingitana, e in particolare nella zona di Tangeri, oltre che con la disponibilità di risorse naturali, può spiegarsi con il ruolo privilegiato di questa regione rispetto alle possibili relazioni con l’altra sponda dello Stretto.

Accanto a manufatti ceramici tipici di questa fase sono presenti anche utensili in osso (punzoni, lisciatoi) e in pietra, quali asce levigate, lame; le macine, con i pestelli, testimoniano l’inizio dell’attività agricola.

La pratica dell’allevamento è ben documentata per la presenza di resti di animali domestici, ovicaprini e suini. Un’attività di pesca intensiva e forse specializzata è indicata dal numero rilevante di vertebre di tonno presso il sito di superficie dell’Oued Tahadart.

Alcuni siti individuati nel nord del Marocco hanno indicato possibili relazioni con il Sud della penisola iberica: la sua posizione geografica infatti ne favoriva un’apertura verso il mondo mediterraneo attraverso lo Stretto che si configura come un elemento di unione.