Neolitico

Il Neolitico (o Età della Pietra Nuova, dal greco neos, antico e lithos, pietra) rappresenta una fase di cambiamenti molto importanti nei modi di vita e di sussistenza, inaugurata dallo sviluppo dell’agricoltura nel Vicino Oriente e in Egitto.

L’agricoltura, l’allevamento e la modellazione dell’argilla per la produzione di manufatti (della ceramica), oltre alla levigazione delle asce, sono novità fondamentali destinate a imprimere un nuovo corso alla storia dell’uomo.

Queste novità implicano necessariamente il passaggio da una vita nomade, propria delle comunità più antiche dedite alle attività di caccia e raccolta, a una vita sedentaria, caratterizzata da una nuova economia di produzione del cibo. Quella stanziale in ogni caso non è forse l’unica forma di occupazione per questa fase, perché le attività di raccolta e caccia continuano.

Per gli archeologi gli utensili litici e ceramici costituiscono fonti preziose di informazione per ricostruire, almeno in parte, il nuovo stile di vita e le attività di queste società del passato.

Altri elementi tipici del Neolitico (agricoltura, stanzialità, domesticazione degli animali) sono più difficilmente individuabili sul terreno, quando i siti sono di superficie e le relative condizioni di conservazione possono essere state compromesse per la prolungata esposizione.

A specialisti come i geoarcheologi, gli archeobotanici, gli archeozoologi è affidato quindi il compito di studiare le caratteristiche del territorio e dell’ambiente da cui i gruppi umani del Neolitico hanno ricavato le risorse per le proprie esigenze e le materie prime per la produzione degli strumenti per svolgere le varie attività.

 

Per il Neolitico marocchino è stata proposta la seguente distinzione sulla base di studi recenti (radiodatazioni e dati ambientali): fase di neolitizzazione, Neolitico antico (mediterraneo), Neolitico medio/recente (sahariano e atlantico), Neolitico finale/calcolitico.

La neolitizzazione indica il momento di passaggio verso sistemi economici e sociali fondati su agricoltura e allevamento, cioè nuovi modi di vita determinati dalle necessità o dall’adattamento a cambiamenti climatici e ambientali. In Marocco può trovare le sue origini verso la fine dell’Iberomaurusiano, cultura paleolitica che aveva già conosciuto alcuni cambiamenti nei modi di vita e nello sfruttamento delle risorse naturali.

Sebbene gli studi recenti mostrino che, dal V millennio, il Neolitico fosse esteso verso sud (regioni di Rabat), esso ha lasciato le testimonianze più numerose nella parte nord-occidentale: oltre alla zona di Tangeri, il cordone litorale atlantico offre, da Cap Spartel alla foce dell’oued Tahadart, una serie di stazioni di superficie e di ripari rocciosi scavati dal mare che testimoniano una occupazione intensa di questo territorio. Infatti il Nord del Marocco, più precisamente la regione di Tangeri e Tétouan, hanno beneficiato del più gran numero di ricerche sul Neolitico, ben documentato nel suo sviluppo che si data all’incirca tra la metà del VI e l’inizio del III millennio a.C.