L'epoca pre-romana

Nei secoli compresi tra la protostoria e l’epoca romana si assiste in Marocco all’avvicendarsi di Fenici, Punici e Mauri. Se forme di contatto tra le due sponde dello Stretto avevano interessato da età preistorica la penisola tingitana, dagli inizi del I millennio a.C. si intensificano le relazioni tra questa regione (come altre parti del Marocco) e l’elemento esterno proveniente dall’Oriente mediterraneo, i Fenici.

In età fenicia il litorale atlantico della penisola tingitana, come anche quello mediterraneo, doveva apparire interessante per il commercio e per lo sfruttamento delle risorse locali, in stretto rapporto con le dinamiche economiche che si sviluppavano sull’altra riva dello Stretto di Gibilterra.

L’apporto dei Fenici arricchisce la cultura locale e inizia a disegnare la geografia degli insediamenti a carattere permanente, le colonie, di varie dimensioni e a vocazione commerciale (quali Lixus e Mogador).

Attorno al VI s. a.C. Cartagine assume il controllo del Mediterraneo occidentale e la sua influenza si estende quindi anche alla penisola tingitana.

Se la diffusione della cultura punica è indicata dalla ceramica e dall’artigianato artistico, sul territorio la presenza politica di Cartagine non è tuttavia così ben definita rispetto alla creazione del regno mauretano, che secondo gli storici antichi apparirebbe verso il IV s. a.C. nella storia mediterranea.

L’elemento mauretano, riconoscibile politicamente, conserva l’eredità culturale cartaginese.

Le vicende del regno di Mauri iniziano in realtà a delinearsi chiaramente attorno alla fine del II s. a.C. quando Roma rivela un progressivo interesse verso questa parte dell’Africa.

I re mauri (fine III s. a.C.-40 d.C.) danno un forte impulso allo sviluppo urbano che raggiungerà il culmine sotto il regno di Giuba II (25 a.C.-23 d.C.).