Zilil - terme extraurbane


Descrizione: 

Nell'area suburbana di Zilil, nel pendio sud-orientale del pianoro sulla cui sommità sorse la città, è ubicato un grande edificio termale, costruito su un poderoso basamento, di cui ancora oggi si conservano numerosi resti. L'analisi attenta delle strutture e i dati forniti dagli scavi più recenti, condotti con metodo stratigrafico, hanno consentito di individuare nel monumento più fasi costruttive. L'edificio fu uno dei primi ad essere interessato da indagini archeologiche: venne infatti rimesso parzialmente in luce da H.-P. de la Martinière negli anni '80 del XIX secolo, anche se alcune strutture, in particolare il sistema di cisterne annesso alle terme, erano stati già analizzate e descritte dal Ch. Tissot qualche anno prima. La fondazione del complesso, che comportò la distruzione di strutture preesistenti, avvenne in età flavia (ultimi decenni del I sec. d.C.): in tale fase le terme, classificate di medie dimensioni con i suoi oltre 1000 metri quadrati di estensione, erano già articolate in numerosi ambienti. L'ingresso, preceduto da un atrio, era posto sul lato ovest: da qui si accedeva ad un lungo corridoio, con la funzione di vestibolo considerata la presenza di un bancone addossato alla parete meridionale: nella parete opposta si aprivano due porte, una che immetteva in un ambiente di servizio, l'altra che collegava il vestibolo ad una corte porticata sul lato est, forse una piccola palestra. Dal vestibolo a corridoio si accedeva poi, sul lato breve occidentale, ad un secondo vestibolo, quello principale, dotato di banconi in muratura sui quattro lati, collegato a nord alle latrine e a sud al grande frigidarium (vano per i bagni freddi); non si esclude che il vestibolo principale possa essere stato utilizzato, in una prima fase in cui poteva essere privo di divisioni interne e bancali, come ginnasio. Il grande frigidarium è di forma ottagonale, con tre vasche: quella di più grandi dimensioni, orientata ad est, è rettangolare e termina con un abside; la affiancano due vasche esagonali di piccole dimensioni. A sud un ambiente di vaste dimensioni risulta speculare al grande vestibolo con bancali: tale ambiente poteva essere utilizzato come palestra. Dal frigidarium ottagonale si accedeva agli ambienti riscaldati: l'ambiente di raccordo era costituito da un tepidarium rettangolare, con le pareti settentrionale e meridionale curve (almeno nella prima fase): accanto al tepidarium (a nord e a sud) erano due ambienti di servizio, collegati tra loro da un passaggio sotterraneo. Da qui si accedeva, attraverso una porta aperta nel muro occidentale, in un calidarium (ambiente per i bagli caldi), munito di pareti con intercapedine per il passaggio dell'aria riscaldata. A sud di questo ambiente era posto un secondo calidarium, sempre a pianta rettangolare con parete ovest curva, mentre a nord era ubicato un vano circolare affiancato da un piccolo ambiente di servizio rettangolare. La funzione del vano circolare durante la prima fase non è chiara: secondo alcuni si trattava di un calidarium, ma secondo le più recenti ipotesi originariamente esso non era dotato di impianto di riscaldamento, e vi si accedeva non dal calidarium centrale ma direttamente dagli ambienti di servizio laterali: solo tardivamente cambiò la sua prima funzione, che potrebbe ipotizzarsi essere stata quella di destrictarium per la preparazione degli sportivi, o in alternativa quella di solarium, o ancora quella di tepidarium che terminava il percorso degli ambienti caldi. Un complesso sistema di canalizzazione garantiva il riscaldamento del tepidarium e dei calidaria. Alla metà del II sec. d.C. il complesso termale venne ampliato, con l'aggiunta nel settore meridionale di altri ambienti a pianta rettangolare. Una terza fase, che si pone cronologicamente tra la fine del II e gli inizi del III sec. d.C., dovette prevedere invece una sua riduzione e notevoli modifiche sia strutturali che nel percorso delle terme. Il grande vestibolo subì lavori di restauro, così come la vasca del frigidarium, che venne ridotta come dimensioni; nel tepidarium vennero eliminati i muri curvi, cosicché l'ambiente assunse una forma perfettamente rettangolare. Il calidarium centrale venne dotato di una piscina riscaldata direttamente da un forno ricavato nel calidarium meridionale, che ovviamente subì profonde trasformazioni, cambiando destinazione d'uso. Nella parete settentrionale del vano riscaldato centrale venne aperto un collegamento con il vano circolare; il pavimento di quest'ultimo fu rialzato, con suspensurae che permettevano la circolazione dell'aria calda. L'abbandono del settore meridionale del complesso comportò per i fruitori delle terme una riduzione del percorso. Ulteriori lavori di ristrutturazione sono di difficile datazione, ma potrebbero porsi genericamente nell'ambito del III sec. d.C., mentre il suo abbandono si pone alla fine del IV sec. d.C. e gli inizi del successivo. Al complesso termale erano collegate quattro grandi cisterne ubicate a nord, di cui ancora oggi possono osservarsi le poderose murature