Tamuda - Castellum


Descrizione: 

Il castellum di Tamuda sorge al centro del pianoro dove si era sviluppato il centro antico, i una posizione leggermente elevata ottenuta realizzando un terrapieno sovrapposto ad edifici più antichi, parzialmente demoliti. L'area occupata dal castellum è ovviamente più ridotta rispetto a quella del centro arcaico. L'accampamento ha una parte centrale quadrata, di 80 metri di lato. Quattro porte d'ingresso erano collocate in direzione dei quattro punti cardinali: la cinta originaria aveva gli angoli arrotondati, ma era sprovvista di torri almeno all'esterno. Il complesso fu poi rafforzato in epoche diverse, fino ad arrivare ad un numero di venti torri semicircolari, due per ciascuna porta, una per ciascuno dei quattro spigoli, una intermedia tra le porte e gli spigoli. Le mura racchiudono una trama urbana dove ben si distinguono il cardo e il decumano maximo. Nell'intersezione tra cardo e decumano sono ancora visibili i resti di una grande cisterna alimentata da un canale. Vicino alla porta sud si possono invece osservare delle piccole terme, separate tramite un muro in mattoni crudi da un'abitazione che si caratterizza per la presenza di tre archi. Le altre costruzioni sono realizzate con una tecnica molto rudimentale e hanno una pianta quadrangolare o rettangolare. Il Castellum di Tamuda rappresenta il più importante sito romano del basso impero del Marocco del Nord. M. Lenoir individua tre differenti fasi costruttive del castellum: la prima aveva le mura con angoli arrotondati e provviste di torri interne, mentre nella seconda fase fu aumentato il numero di torri; in una terza fase ci furono infine notevoli ristrutturazioni, tra cui la costruzione delle torri angolari, il rifacimento delle porte nord e est e il rimodellamento delle porte nord e sud. Noè Villaverde Vega, utilizzando i dati di scavo, propone di individuare un primitivo impianto non stabile del campo all'età di Claudio, cui seguì una fortificazione permanente assegnabile all'età antonina, con sedici torri di pianta quadrangolare; in un'ulteriore fase costruttiva (forse di età severiana) vennero aggiunte le torri degli angoli nord-est e sud-est. Ulteriori rinforzi delle strutture si datano all'inizio del IV secolo: l'impianto dovette poi perdurare fino al V secolo d.C., permettendo a Roma un controllo costante su un territorio considerato incline alle rivolte e alle ostilità. Recenti studi hanno permesso di appurare che la costruzione dell'accampamento romano ha comportato l'utilizzo di strutture precedenti, di epoca mauretana. La sua guarnigione era costituita originariamente da una coorte quingenaria. In seguito, un'iscrizione fa menzione di una vexillatio Brittonum; dati ulteriori sono tratti da una iscrizione, edita da Attilio Mastino, nella quale appare un praepositus dell'ala III Asturum che egli ipotizza essere al comando dell'unità. In epoca tarda, invece, venne acquartierata l'ala Herculea.