Tamuda


Descrizione: 

La città di Tamuda è situata a sud-ovest dalla città di Tetouan, lungo la strada che conduce a Chefchaouen, in un pianoro naturalmente protetto a ovest da un ripido pendio e a nord dal fiume Martin, mentre nel lato sud esisteva anticamente un fossato, oggi appena segnato. L'insediamento originario risale, secondo alcune ipotesi, ad epoca punica: di tale fase non è evidente però alcuna traccia del tessuto urbano, mente sono visibili i resti dell'insediamento mauretano e del successivo accampamento romano. La città maura presentava un impianto urbanistico regolare, con strade larghe che si incrociavano ad angolo retto e con una vasta piazza rettangolare. Nella seconda metà del II secolo d.C. fu edificata una cinta muraria per la difesa dagli attacchi delle tribù berbere del Gharb. Il quartiere sud di Tamuda ha la forma di un rettangolo, orientato est-ovest, secondo una pianta regolare. Le case erano piuttosto piccole, senza atrio o peristilio e formate da una semplice pianta rettangolare. A eccezione di alcuni settori del quartiere est, Tamuda non presenta una pianta regolare, ma piuttosto un'urbanizzazione ortogonale. Nel settore sud-est è ancora ben visibile una piazza quadrangolare, circondata da abitazioni, che potrebbe essere identificata come il foro o il centro della città: ad ovest del muro che racchiude questo spazio era ubicata una necropoli. Nel III secolo d.C i Romani costruirono, a spese di un vasto settore della città di Tamuda, un campo militare. Il castellum, la cui funzione è indubbia, si presenta come un'area quadrangolare, con muri di difesa provvisti di numerose torri. L'interno era quadripartito da due assi viari principali, un cardo e un decumano massimi: all'incrocio di questi era posta una grande cisterna alimentata da un canale. Vicino alla porta sud sono visibili i resti di un piccolo edificio termale, con una camera separata da un muro in mattoni che si erge su tre archi, sempre in laterizio. Gran parte degli edifici sono costruiti con una tecnica muraria rudimentale, che vede l'utilizzo di pezzame litico irregolare.

Interpretazione: 

La prima testimonianza sulla struttura urbana di Tamuda città è emersa dai sondaggi effettuati ai piedi del campo militare: questi hanno restituito materiali del III secolo a.C. L'insediamento mauretano era privo di strutture difensive, mentre pertinenti alla primitiva struttura urbana sono diversi quartieri, localizzati nei settori meridionale, orientale e settentrionale del pianoro. Gravemente danneggiato da un incendio alla fine del I secolo a.C., il centro venne definitivamente distrutto nel 40 d.C., anno in cui Roma creò la provincia della Mauretania Tingitana sotto il principato di Caligola, con tutta probabilità in connessione ai disordini determinati dall'uccisione del re Tolomeo e dalla rivolta di Edemone. Seguì la costruzione del castellum nel III secolo d.C., mentre si data alla prima metà del V secolo l'abbandono dell'area. Diversi studi hanno messo in luce la presenza di materiale litico di epoca neolitica, localizzati rispettivamente nella zona ovest e al centro del castellum. Il ritrovamento di materiale ceramico ascrivibile ad epoca fenicia e punica, databili tra il VII e il VI secolo a.C. hanno riacceso l'interesse e gli studi sul problema delle origini pre-romane del sito. È invece meglio attestata la presenza mauretana fatta risalire almeno a partire dal III secolo a.C.; Tamuda occupava già all'epoca una posizione centrale negli scambi commerciali e culturali tra il mondo indigeno e quello punico. Negli ultimi anni sono stati identificati e ora in fase di studio, alcuni giacimenti preistorici situati nelle vicinanze di Tamuda (H. Obermaier) che potrebbero meglio chiarire la primitiva occupazione de territorio dove venne fondata la città e dove, in età romana, sorse il forte militare.

Notizie storico critiche: 

La città di Tamuda è menzionata per la prima volta nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio (5, 23, 79). Il sito è stato oggetto di scavi archeologici a partire dal 1921, anno in cui si data l'intervento di César L. De Montalbàn. Seguirono a queste prime campagne di scavo le indagini di Manuel Gòmez Moreno, Pelayo Quintero Atauri e Miguel Tarradell, fino a giungere alle più recenti ricerche di Abdelaziz El Khayari e Mautice Lenoir, unitamente ai lavori di rilevamento planimetrico e fotografico avviati nel 2007. In particolare la città maura fu in gran parte scavata durante la seconda guerra mondiale da Pelayo Quintero Atauri, che iniziò la sua attività nel 1940. Del 1946 sono gli scavi di Cesàr Moràn, seguiti poi tra il 1948 e il 1958 da quelli del Tarradell.