Sidi Abdeslam del Behar


Descrizione: 

Il sito di Sidi Abdeslam del Behar, attualmente ubicato nella valle, un tempo si sviluppava in prossimità di uno degli antichi sbocchi dell'oued Martil, che ha modificato il suo naturale percorso durante gli ultimi due millenni. Sondaggi effettuati nel 1951 da M.Tarradell hanno messo in luce su una piccola collina, in prossimità di un marabutto islamico (tomba a cupola in cui è sepolto e si venera il santo), tracce di un insediamento fenicio poi rifunzionalizzato in età punica come impianto agricolo, connesso allo sfruttamento delle risorse della vallata dell'oued Martil e dei bacini limitrofi. Le indagini effettuate confermano un lungo periodo di occupazione che ha inizio tra VII e VI secolo a.C. come testimonia la quantità considerevole di anfore fenicie rinvenute nella stratigrafia del sito e associate ad un esemplare di fibula tipo Acebuchal, attestata anche a Tamuda. La seconda fase di occupazione (V-III secolo a.C.) è quella meglio documentata per la presenza di abbondanti quantità di ceramiche da quelle tornite a mano, con pareti spesse e senza decorazione, ai frammenti di ciotole e piatti lavorati al tornio e con ingobbio rosso, alle anfore fenicie di tipo R 1 e alle ceramiche dipinte con linee e bande a vernice rossa. Negli strati più recenti, inquadrabili cronologicamente tra II e I secolo a.C., sono stati recuperati abbondanti frammenti di ceramica campana di tipo B, ceramica aretina e monete delle città di Tamuda e di Tanger. Negli strati più recenti sono state riscontrate tracce di bruciato, imputabili ad una distruzione violenta avvenuta a seguito di un incendio, per il quale il sito sembra essere stato definitivamente abbandonato agli inizi del I secolo a.C.