Lixus - area forense


Descrizione: 

La letteratura relativa al problema del forum di Lixus evidenzia due soluzioni principali per quanto attiene la localizzazione del forum. La prima proposta, di L.C. de Montalban, aveva identificato l'area forense nell'ambito del c.d. temple D del c.d. Quartier des temples in base all'individuazione di un'area (di 210 m2 a sud del c.d. temple D) ed al rinvenimento dell'impronta su calce di una iscrizione relativa ad una porticus eretta d(ecurionum) d(ecreto). La seconda proposta, di Miguel Tarradell, aveva localizzato ipoteticamente l'area forense nel "lugar donde se levantan unos restos poco determinados que parecen formar una plaza. Allí se ve un muro bajo, construído con grandes sillares muy bien tallados y ensamblades, probablemente de época preimperial. Pero es prematuro decidirse antes de que esta zona esté excavada completamente. Todavía meno puede decirse de los restos de una pequeña basílica que se levantan a poca distancia de los indicados, por no haber sido excavados; se conserva parte del ábside semicircular". Si tratta di un'area estesa circa 800 metri quadrati, relativamente piana, essendo compresa tra le quote 67 e 70 slm, dislocata nel settore centrale di Lixus, a m 100 a nord est del c.d. teatro-anfiteatro e a 120 m a sud ovest della porta orientale a due archi della cinta muraria di Lixus. La seconda ipotesi identificativa del complesso forense riguarda l'area compresa tra il c.d. teatro-anfiteatro, il settore delle domus e la porta est delle mura. Si tratta di un'area, sviluppata in pendio, per una lunghezza di m 140 e una larghezza di m 100, tra le quote di m 80 al colmo e m 48,50 nell'arena dell'edificio per gli spettacoli. L'unico edificio conservato in elevato, nell'area in questione, è la c.d. "basilica" fatta oggetto da parte di M. Tarradell di scavi, a partire dal 1950, che restituirono materiale fenicio risalente sin all'VIII sec. a.C., oltre a materiali di età punico-mauritana e romana, tra cui la celebre Sfinge di Lixus. Mediante una vasta pulitura superficiale dell'area archeologica tra il teatro-anfiteatro e la quota 80 m slm si è potuto per la prima volta apprezzare una sistemazione a terrazze dell'area in questione attribuibile al momento immediatamente successivo alla costituzione della colonia di Claudio del 41 d.C. Su una terrazza intermedia si è individuata una piazza di 800 metri quadrati, porticata su tre lati. Sul lato occidentale della piazza si eleva la c.d. "Basilica", un edificio con abside rivolta a nord, dotato di un unico accesso sul lato orientale, segnato da una soglia monumentale in calcare di m 2, 31 di lunghezza x m 1, 07 di larghezza. Sulla superficie della soglia sono praticati una serie di incavi destinati ai passanti inferiori di una porta a due ante. La pavimentazione dell'edificio, suddiviso in vari ambienti, è in un robusto cocciopesto. La c. d. "Basilica", sulla cui funzione è prematuro pronunciarsi, appare connessa ad un intervento contemporaneo o immediatamente successivo alla creazione della colonia da parte di Claudio. La piazza triporticata è accessibile, sul lato occidentale, mediante una rampa o una scalinata, da indagare, delimitata da due propilei monumentali. Al di sopra di questa terrazza con la piazza triporticata e la cd. "Basilica" si è individuata una terrazza superiore su cui prospetta un grande edificio rettangolare di m 20 x 9. La ricerca archeologica in atto ha acquisito il dato prezioso di una sistemazione terrazzata probabilmente riferibile all'età della colonia, dunque al periodo claudio-neroniano, ma anche flavio. Non possiamo escludere, inoltre, che alcuni elementi decorativi, dati come provenienti genericamente da Lixus ed esposti nel Museo di Tetouan derivino dagli scavi di Miguel Tarradell nell'area in questione. Si tratta di due frammenti di un fregio in marmo bianco con venature rosa con decorazione a girali, rosette e foglie d'acanto che parrebbe rientrare nella serie definita da Günther Schörner per l'età di Claudio con persistenze in età neroniana. Si hanno anche due antefisse, probabilmente di produzione locale, in argilla giallastra, a profilo ondulato ad impostazione rettangolare con palmetta a sette lobi nascente da una foglia delimitata da due delfini in posizione araldica. La datazione sembrerebbe porsi alla metà del I sec. d.C. Lo stato di conservazione pessimo delle strutture di quest'area potrebbe, forse, mettersi in relazione con il restringimento della città al settore occidentale, delimitato dalla c.d. enceinte tardive, probabilmente di età tetrarchica. In tal modo potrebbe spiegarsi l'accentrarsi delle basi di statue e delle iscrizioni nel c.d. Quartier des temples, ammettendosi un trasferimento dei materiali lapidei del presunto quartiere monumentale al settore occidentale. È significativo al riguardo l'utilizzo di membrature architettoniche e di un cippo funerario a cupa nell'enceinte tardive. I dati acquisiti sembrano integrarsi con le ipotesi interpretative di Maurice Lenoir che vedeva un ampio sviluppo della città a partire dalla metà del I sec. d.C., età che avrebbe conosciuto in particolare la incisiva crescita del quartiere industriale per le salagioni.