Le monete di Tamuda

L’importanza di Tamuda è sottolineata anche dal fatto che fu sede di una zecca, come altre città della penisola tingitana (Lixus,Tingi, Iulia Constantia Zilil) e della provincia (Thamusida, Volubilis, Rhysaddir).

Nel corso della seconda metà del I s. a.C. Tamuda parrebbe aver coniato monete di bronzo di scarso valore; esse recano sul dritto la raffigurazione di una testa maschile barbata, che, su qualche emissione, appare coperta da un elmetto; sul rovescio sono rappresentate due spighe, che alludono all’economia agricola sviluppata nel territorio legato alla città, ovvero un grappolo di uva, ai quali sono associati motivi astrali, quali globi e stelle, forse collegati ai cicli annuali della natura e un elemento centrale a zig-zag.

La legenda di queste monete, in caratteri neopunici, indicava, con alcune variazioni, il nome del centro urbano (TMT, TMGDT, TMAHT, TADH).