Ksar es-Seghir


Descrizione: 

Il sito archeologico è localizzato nella porzione finale dell'Al-Quasar, lungo la porzione destra accompagnando nella pratica al mare l'ultimo corso del fiume. Il sito è costituito da un vasto circuito murario, che si stende per oltre 200 metri, caratterizzato dalla presenza di torri circolari e tre originali porte monumentali. Quella a mare, durante il periodo portoghese, fu ulteriormente fortificata e trasformata in cittadella insieme alla costruzione di diversi bastioni lungo il profilo esterno meridionale. All'interno si riconoscono diverse tipologie di monumenti: la cittadella fortificata, la moschea/chiesa, l'Hammam, il quartiere residenziale, gli spazi commerciali. Le viabilità, durante il periodo portoghese erano realizzate con un accurato acciottolato che presenta centralmente il canale di raccolta delle acque.

Interpretazione: 

Le differenti vicende politiche hanno profondamente segnato il destino topografico dell'insediamento, infatti oltre al singolare circuito murario di forma circolare, decisamente insolito per il periodo medievale, la successiva trasformazione, in coerenza con la presenza portoghese, ha determinato la costruzione della cittadella fortificata e il lungo corridoio fortificato di accesso al mare. Allo stesso periodo si deve la trasformazione in chiesa della moschea. Questo corpo di fabbrica è localizzato all'interno del vasto circuito circolare, ma ad sud-est rispetto alla cittadella fortificata. Sempre al periodo portoghese è da correlare la costruzione di alcuni bastioni lungo il profilo esterno a sud del circuito circolare

Notizie storico critiche: 

Localizzata sulla costa della Jebala, sulla riva destra del fiume omonimo il grande complesso monumentale di Kasar-es Seghir presenta tracce di frequentazione sin dal primo secolo a.C. e per tutto il periodo romano, anche se per queste fasi non se ne conosce l'esatta articolazione topografica. Le prime vestigia monumentali risalgano all'epoca islamica, in particolare tra il VIII e il IX secolo d.C. il sito è noto come Kasar Mesmouda quando divenne certamente uno dei porti di partenza per l'occupazione islamica della penisola iberica.
Sotto il principato di Idrissids, la città era inserita nel principato di Ibn al Qasim Idriss II. Nel 971, sotto gli Omayyadi di Spagna, la fortificazione venne rafforzata sopratutto grazie all'operato del califfo Al Hakam Al Mustansir. Secondo Al Bakri, geografo del XI secolo, la città è nota come Madinat Al Yam (la città del mare) o di Al Kasr Al Awwal (il primo castello). La sua posizione strategica fece si che il sito divenne una importante roccaforte militare necessaria per l'imbarco delle truppe musulmane destinate alla penisola iberica. Allo stesso periodo si deve la costruzione del porto chiamato Kasr Al Majaz. La costruzione del vasto circuito murario è datato al regno del sultano Abu Usif Yacqub che nel 1287 fece fortificare Qsar es-Seghir con un recinto circolare coronato con bastioni e organizzato attraverso tre porte monumentali.
Nella seconda metà del XV secolo la città subì una profonda trasformazione a causa dell'occupazione portoghese guidata da Alfonso V che si concretizzò il 18 ottobre del 1458. Alla presenza portoghese si deve la costruzione della cittadella fortificata, e la trasformazione della primitiva moschea, posta all'esterno della cittadella, in chiesa. La presenza portoghese si protrasse per circa un secolo, sino alla prima metà del XVI secolo, quando il sito fu abbandonato e utilizzato nel secolo successivo come luogo di rifugio per popolazioni mussulmane espulse dall'Andalusia. Il progressivo e repentino abbandono ne ha permesso la sua conservazione monumentale.
Nel corso degli anni Settanta e Ottanta del Novecento un vasta campagna di ricerche archeologiche portate avanti all'interno di una missione americana, da parte del Smithsonian Institution di Washington, in collaborazione con INSAP del Marocco hanno permesso di mettere in luce diverse fasi dell'insediamento. Tre erano gli obbiettivi prefissati dalla missione archeologica americana: descrivere e comprendere i cambiamenti degli insediamenti nella porzione ovest del Mediterraneo tra il XII e il XVI secolo attraverso l'analisi di un complesso rappresentativo. Secondo la comprensione della cultura materiale; e ultimo la comprensione delle cause di abbandono degli stessi insediamenti. A tutto ciò si aggiunge la creazione di nuovi siti turistici attraverso la costituzione di specifici parchi archeologici. Per questa ragione nel sito di Kasar es-Seghir nelle diverse campagne di scavo sono state indagate in modo specifico le aree della Moschea/Chiesa, quella del Hamman e una porzione del quartiere commerciale e una porzione delle diverse dei quartieri residenziali.