Il mito di Eracle e la penisola tingitana

La penisola tingitana è caratterizzata da vari richiami al mito di Eracle, che conosciamo dagli autori antichi (Diodoro Siculo e Plinio il Vecchio). Se infatti le imprese di questo eroe si svolgono principalmente in Grecia, esse sono strettamente legate anche alle terre dell’Estremo Occidente.

Eracle è colui che separa l’Africa dall’Europa, formando lo Stretto e ponendovi ai lati due colonne: il monte Calpe a Gibilterra e il Monte Hacho (o il Jbel Moussa) a Ceuta. Le cosiddette Colonne d’Ercole (lo Stretto di Gibilterra) rappresentarono a lungo il limite del mondo conosciuto, oltre il quale si apriva l’ignoto, l’abisso dell’oceano Atlantico.

Secondo un’altra tradizione la leggenda delle Colonne d’Ercole sarebbe di origine fenicia, legata al dio tirio Melqart (identificato poi dai Romani con Ercole e detto Hercules Gaditanus, per il tempio di Gadir/Gades – Cadice –  a lui dedicato).

Dopo aver separato i due continenti, l’eroe si riposò nella grotta che da lui prende il nome (a Cap Spartel) in attesa di compiere una delle sue dodici fatiche, quella di raccogliere i pomi d’oro che crescevano nel giardino delle Esperidi. Nel suo viaggio per raggiungerlo, Eracle dovette affrontare Anteo, figlio della Terra: l’unico modo per sconfiggerlo era separarlo dalla madre e l’eroe riuscì dunque a strangolarlo dopo averlo sollevato – appunto – da terra. Il momento culminante di questo episodio è ricordato nel gruppo scultoreo di Lixus. Per alcuni studiosi il palazzo di Anteo sarebbe da ricercare a Lixus, per altri a Tingi. Eracle si sarebbe unito alla compagna di Anteo, Tingè (da cui il nome della città di Tingi/Tangeri), dando origine alla dinastia dei re mauri.

Nel giardino delle Esperidi, localizzato a Lixus, Eracle compì una delle fatiche impostegli da Euristeo, re di Micene, che consisteva nel cogliere i pomi d’oro donati dalla Terra a Zeus e a Era per le nozze, custoditi in questo giardino da tre ninfe (le Esperidi) aiutate da un drago che sorvegliava l’ingresso.

Le testimonianze del mito di Eracle, che richiama quello del dio Melqart, sono quindi legate ai centri costieri, dove è attestata la presenza fenicia: a Ceuta, Tingi, Cap Spartel, Lixus.