Gli Ebrei

L’esilio dalla penisola iberica a seguito della Reconquista cristiana non fu il destino dei soli Musulmani: un flusso notevole di Ebrei raggiunse infatti il Marocco, dove comunità di correligionari esistevano almeno sin dai tempi dell’impero romano, in tre grandi ondate: nel 1390, nel 1492 e nel 1609. Altre mete di questa massiccia emigrazione furono Livorno, Venezia, la Francia, la penisola balcanica, l’Olanda, la Germania, la Gran Bretagna, la Palestina e la Tunisia; dal nome ebraico della Spagna – Sefarad – presero il nome di Sefarditi. Nelle città del Marocco i quartieri abitati dagli Ebrei, spesso cinti da mura e con una propria organizzazione, presero il nome del deposito del sale, mellah, presso il quale si era stabilita la comunità di Fès. L’uso dello spagnolo rese gli Ebrei intermediari ottimali nelle relazioni diplomatiche ed i rapporti con le altre comunità sparse nelle città portuali del Mediterraneo favorirono lo sviluppo delle loro attività commerciali, che divennero presto prospere. Come i Moriscos, anche gli Ebrei mantennero la propria cultura e le proprie tradizioni nella musica, nell’abbigliamento, nei gioielli, nella decorazione delle sinagoghe.