Cotta in età romana

L’officina di salagione di Cotta si trova sulla costa atlantica a una decina di chilometri a SW di Tangeri; si tratta della più completa industria di questo tipo sinora noto, che fu attiva tra la fine del I s. a.C. e la fine del III s. d.C. L’ottimo stato di conservazione ha permesso di comprenderne l’articolazione e lo svolgimento dei processi produttivi.

Il complesso, di pianta rettangolare (56 x 40 m), è delimitato da un muro di cinta e si suddivide in 4 parti: il lato settentrionale è occupato da un lungo ambiente destinato alla preparazione del pesce, pavimentato con lastrine in pietra per facilitarne la pulizia. Nella parte centrale è provvisto di due muretti paralleli (alti 60 cm) che dovevano sorreggere le lastre che costituivano i piani di lavoro sui quali i grossi pesci (per lo più tonni) venivano puliti e squartati.

Il settore della salagione (25 x 19 m) è in posizione centrale: consta di sedici bacini disposti attorno a una grande cisterna coperta di grande capacità (86 m3) per conservare l’acqua, elemento assolutamente indispensabile in questo tipo di attività. Immediatamente a W, cioè sul lato d’ingresso, si trovano un piccolo deposito rettangolare e alcuni ambienti con ipocausti. Inizialmente si era ritenuto che questi vani riscaldati fossero funzionali ad accelerare la macerazione del pescato, che era stato posto in marmitte di terracotta, mentre successivamente sono stati collegati alla produzione di sale ignifero (sale marino bianco), di cui vi era grande necessità per l’elaborazione dei derivati ittici.

Le parti meridionale e orientale del complesso, che sono porticate, erano adibite presumibilmente a magazzini considerata la grande quantità di anfore ivi rinvenute. Infine in corrispondenza dell’angolo SW della facciata d’ingresso principale (rivolta verso il mare), una struttura di pianta quadrata, comunicante con l’interno dell’edificio, è stata interpretata come una torre per l’avvistamento dei banchi di tonni; in un secondo momento ne venne costruita un’altra sull’angolo NW dello stesso lato. L’officina era dunque, come è logico, legata ad una tonnara.

L’officina di salagione sarebbe stata costruita in epoca mauretana, ma non è possibile stabilire la cronologia delle successive fasi edilizie. Nel corso del III s. d.C. la sua attività era verosimilmente cessata, dal momento che sul luogo sorse un complesso costituito da un’abitazione con peristilio dotato di bacino alimentato da una conduttura in piombo proveniente da una cisterna situata a S dell’abitazione stessa, terme, un oleificio e, poco distante, un piccolo tempio.