Belyounesh

La felice posizione in una valle fertile, ricca d’acqua e aperta verso il mare, ai piedi del djebel Moussa (l’antica Abyla, una delle mitiche colonne d’Ercole) può spiegare perché Belyounesh, oggi villaggio di pescatori e commercianti frontalieri, fosse considerata in età medievale un luogo idilliaco. Dall'epoca califfale fu infatti il luogo di residenza e di piacere dell'oligarchia della vicina città di Ceuta, ma anche centro principale di approvvigionamento di viveri e di acqua, oltre che riserva di caccia per i suoi abitanti.

Belyounesh fu abbandonata nel 1415 dopo la conquista di Ceuta da parte dei Portoghesi, ai quali l’insicurezza delle campagne impedì di sfruttare questo villaggio e il territorio circostante.

La peculiarità di questo agglomerato rurale è data dalla presenza delle mounias, particolari residenze di campagna, ben curate negli aspetti architettonici e decorativi, che, come le ville di età romana, avevano anche una funzione produttiva, legata allo sfruttamento delle risorse agricole e marine (prima fra tutte il corallo, di qualità apprezzabile, lavorato nelle officine di Sebta).

Gli scavi degli ultimi decenni hanno riportato alla luce alcune di queste strutture, tra le quali spicca la torre rettangolare a due piani coperti a volta, che appartiene alla tradizione architettonica delle torri della cinta dell’Alhambra, pur non avendo funzione militare.

Si tratta dell’unica struttura superstite che testimonia l’importanza del sito: fa parte di un complesso costituito da un’abitazione con atrio porticato sul quale si affacciano alcuni ambienti, tra i quali la sala principale affiancata da alcove e provvista di vasca. Nei pressi si trovano un oratorio di modeste dimensioni e un bagno privato il cui pavimento era decorato da zellij.

Queste abitazioni, pur trovandosi in ambito rurale, hanno caratteri prettamente urbani e ricordano quelle di Ksar sghir; i muri sono in laterizi o in pietra, le pareti hanno zoccoli dipinti in rosso, i pavimenti possono essere in mattoni, piastrelle o zellij. L’acqua è costantemente presente nelle case e fontane e cisterne sono rivestite di piastrelle.

Belyounesh non può essere considerato un insediamento urbano, in assenza di un centro monumentale, di edifici pubblici, di vere e proprie strade; esso appare piuttosto come un abitato sparso.

In tutta la valle di questo centro si praticava e si pratica tuttora l’agricoltura irrigua a terrazze.

Per quanto riguarda l'acqua, le sorgenti principali, rimaneggiate perché sfruttate utilizzate ancor oggi, si trovano pressoché alla medesima altitudine (115-120 m slm) e condizionano l’articolazione dell'abitato, che tende a disporsi lungo le canalizzazioni; queste, quasi completamente scomparse, si possono ricostruire idealmente partendo dall’ubicazione delle infrastrutture visibili, quali cisterne, bacini, elementi di acquedotto in mattoni crudi e mulini. Le cisterne sono a pianta rettangolare e di dimensioni diverse (da 10x10 a 2x2) a seconda della destinazione.