Zilil/Dchar Djdid in età romana

Si era a lungo ritenuto che le importanti rovine visibili nei pressi del villaggio di Dchar Jdid, una quarantina di km a SO di Tangeri fossero quelle della stazione di sosta Ad Mercuri, nota dall’Itinerarium Antonini, ove si riunivano, per raggiungere Tingi, le due grandi strade che percorrevano la provincia in senso N-S da Tocolosida e Volubilis e da Sala (Rabat). Le indagini archeologiche franco-marocchine hanno portato all’identificazione del sito con la colonia Iulia Constantia Zilil, fondata da Ottaviano tra 33 e 27 a.C., prima di diventare imperatore, su un centro indigeno. L’abitato romano non si sovrappone a quello più antico: occupa la terrazza mediana e il pianoro superiore. Sulla prima è stato individuato un possente riempimento per la fondazione di un grande edificio, verosimilmente un tempio; l’analogo edificio del centro indigeno venne rimaneggiato e gli si affiancò un edificio su podio di tradizione romana. La colonia occupa, nel I e II secolo, tutto il pianoro superiore e la terrazza intermedia: è stato messo in luce un quartiere di abitazioni con case a peristilio; i templi assumono un aspetto monumentale e, intorno all’80, viene edificato un complesso termale dotato successivamente di una grande cisterna. Nella seconda metà del II s. la città viene cinta da mura delle quali sono stati individuati alcuni tratti. Sul terreno sono visibili i resti di una grande struttura a pianta ellittica che è verosimilmente un anfiteatro. Le prospezioni condotte nella regione hanno permesso di individuare i resti del tempio a Mercurio, sulla montagna al di sopra di El Manzla, che dava il nome alla stazione di sosta, e il tracciato della strada.