Tingi/Tangeri in età romana

La città, situata lungo il pendio all’estremità occidentale della baia, divenne sotto l’imperatore Claudio la capitale della nuova provincia, alla quale diede il nome, ed ebbe lo stato giuridico di colonia per essersi schierata dalla parte dei Romani nella guerra contro Edemone. Il sistema stradale messo in opera dall’amministrazione romana tra la fine del I s. d.C. e gli inizi del II la collegò ai principali centri dell’interno assicurando lo sbocco al mare dei loro prodotti. L’abitato romano si estendeva sull’area corrispondente a quella della qasba e della medina attuali; la continuità di occupazione di questi quartieri non permette di ricostruire con precisione la topografia dell’abitato antico. Nell’XI secolo Al Bakri poteva ancora vedere resti di edifici antichi: “castelli, volte, cripte, un bagno, acquedotti, marmi in quantità e pietre squadrate. Quando si scava tra queste rovine si trovano vari tipi di gioielli, specialmente nelle tombe antiche”. Le mura, e forse anche alcune delle porte, verosimilmente quella che si apriva verso il mare e quella volta verso l’interno, dovevano corrispondere a quelle attuali. Il foro era in corrispondenza del Zoco Chico/Souk Dakhil ed era unito alla porta principale dal decumano massimo, che corrisponde alla attuale rue des Siaghines: la vicinanza al porto facilitava le attività commerciali. Per quanto riguarda le aree sepolcrali, continuò ad essere utilizzata la necropoli di Marshan; tombe povere sono state portate in luce in più occasioni a ovest dell’abitato, sul Camino de San Francisco.