Tingi / Tangeri nella tarda antichità

Tingi è l’unico grande centro urbano dalla fine del III secolo, anche a causa delle funzioni legate al suo stato di capitale della nuova provincia e del fatto che vi risiedeva l’aristocrazia. I dati  delle necropoli attestano come questa fosse ancora pagana almeno sino alla fine del IV secolo; culti pagani sono testimoniati sino all’invasione araba. Nella tarda età imperiale sembra che le funzioni ufficiali del foro siano state potenziate a scapito delle attività portuali, che si spostano verso il centro della baia, mentre per le transazioni commerciali si sarebbe creato un secondo foro. Quanto ai quartieri residenziali, i resti di abitazioni e le necropoli permettono di ipotizzare che l’élite economica e politica di Tingi, composta di grandi proprietari terrieri, occupasse nell’area intorno all’attuale Bd Pasteur, che domina il porto. Essa si convertì molto tardi al cristianesimo e utilizzò la necropoli ubicata a SE dell’abitato, con mausolei riccamente decorati, che ha restituito sarcofagi in piombo e iscrizioni. Precoce fu invece la conversione dei curiales, l’aristocrazia locale, che occupava probabilmente il quartiere della qasba, utilizzando la necropoli di Marshan, sulla strada costiera per Cap Spartel, in uso sin dalle origini della città, che si era notevolmente ingrandita nella prima età imperiale. Le tombe erano per lo più fosse scavate nel banco roccioso e ricoperte da laterizi, in qualche caso da mosaici policromi, ma sono stati rinvenuti anche sarcofagi in piombo ed uno in marmo; la necropoli fu in uso sino agli inizi del V secolo. A strati più umili della popolazione era destinata un’altra necropoli, a SO dell’abitato.