Tingi nel periodo mauretano

Le tracce più antiche dell’abitato risalgono al II s. a.C., quando Tingi è capitale di un regno mauro indipendente. In questo periodo la città batte monete con legenda in neopunico; le prime emissioni monetali che ne recano il nome si datano alla fine del II s. a.C., cioè dall’epoca dei re mauri. Il dio punico Melqart assimilato al greco Eracle, è rappresentato sul dritto e si collega all’ambito culturale fenicio; la raffigurazione di una, due o tre spighe di grano sul rovescio è il simbolo di una risorsa economica importante di Tingi.

La città si inserisce progressivamente nell’orbita di Roma e nel 38 a.C. ai suoi abitanti, che avevano appoggiato Ottaviano contro Bogud, alleato di Antonio, viene concessa la cittadinanza romana.

Per la sua posizione privilegiata la città era destinata a divenire un porto ben organizzato da cui imbarcare verso Roma i prodotti dei territori mauretani.

Le monete della città sono diffuse in altri centri della penisola tingitana ma anche nel sud della Spagna, testimoniando l’ampiezza dei suoi commerci. La legenda  in caratteri neopunici incisa su queste monete consente di riconoscere la persistenza della cultura punica nel centro di Tingi (come del resto anche nelle città di Tamuda e Lixus).