Tangeri dopo l'indipendenza

La perdita dello statuto internazionale ha influito negativamente sullo sviluppo di Tangeri, che nei primi anni dell’indipendenza è molto decaduta a causa della cessazione di attività diplomatiche e commerciali e della conseguente perdita di interesse sia da parte degli stranieri che nell’ambito del paese. Ebrei ed Europei, che costituivano quasi la metà della popolazione nel 1953 e ancora più di un terzo nel 1959, si sono ridotti all’1% nel 1990. A partire dagli anni ’70 è iniziata la ripresa ed oggi Tangeri è in piena espansione e l’abitato si è esteso a est lungo il mare e a sud. Se il turismo le ha in parte restituito la vivacità e il carattere internazionale, un notevole fattore di sviluppo economico è costituito oggi dal nuovo porto commerciale mediterraneo di Tanger Méd, il più grande del Mediterraneo. Ubicato una ventina di chilometri a est di Tangeri, non lontano da Ksar Sghir, è stato inaugurato nel luglio 2007 ed ha comportato la creazione di infrastrutture stradali e autostradali; intorno ad esso è una zona franca per attività industriali e logistiche. La sua vocazione è commerciale e il suo scopo è anche quello di alleggerire il traffico del vecchio porto della città, tuttavia ospita anche navi traghetto con passeggeri. Va inoltre ricordato che presso l’aeroporto internazionale, a sud ovest della città, è un’altra zona franca di 345 ha.

Pur essendo oggi una città marocchina a tutti gli effetti, Tangeri conserva l’aspetto internazionale nei suoi palazzi ed è comunque un centro di attrazione culturale per gli stranieri, oltre a costituire un raccordo tra l’Africa e l’Europa. Anche se città come Casablanca, Rabat ed Essaouira hanno acquisito strumenti importanti per lo sviluppo culturale (teatri, musei, gallerie d’arte), Tangeri ha continuato a rimanere città di elezione per artisti e letterati, da Mohammed Choukri a Jean Genet, a Tennessee Williams, ed il suo Museo di Arte contemporanea, nell’edificio che ospitava il Consolato Britannico nella rue d’Angleterre, contiene un’importante collezione di opere della fine del XX secolo.