Tétouan dopo l'indipendenza

Con l’indipendenza Tétouan perse il ruolo di capitale; la partenza della maggior parte dei residenti spagnoli ed ebrei ebbe come conseguenza la fine di molte attività artigianali e commerciali. Nello stesso tempo il fenomeno dell’esodo incontrollato dalle campagne ne ha quintuplicato gli abitanti. La città, capoluogo di provincia, è attualmente divisa in due comuni urbani: Al Hazar (centrale) e Sidi Al Mandri (periferico) ed ha una dinamica Università con sede a Martil; un nuovo centro amministrativo sta sorgendo presso la stazione degli autobus; sulla costa sono stati costruiti insediamenti turistici ed è in corso un notevole sviluppo industriale favorito dal miglioramento delle comunicazioni. L’abitato si è ampliato verso est sin quasi a raggiungere il porto di Martil, da cui lo separa un aeroporto di dimensioni modeste. Comunque la crescita della città è stata piuttosto di carattere culturale (associazioni, pittori, musicisti e scrittori) che non economica, come è il caso di Tangeri. Nel 1973 è stata inaugurata la moschea Hassan II al limite sud occidentale dell’ensanche e nel 2007 la Stazione degli autobus (Gare routière) nella parte bassa presso l’Oued Martil. Nel 1997 la medina è stata inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e la sua riabilitazione è stata effettuata con l’intervento della Junta de Andalucía; i rapporti culturali con la Spagna sono favoriti inoltre dalla presenza dell’Istituto Cervantes.