Septem Fratres / Ceuta nella tarda antichità

L’economia di Septem Fratres appare particolarmente dinamica alla metà del IV secolo: l’abitato si estendeva nell’area dell’attuale Plaza de N.tra S.ra de África; la città era provvista di due porti: quello a E dell’istmo si articolava intorno ad un piccolo molo prossimo al quartiere artigianale e alla necropoli orientale; l’altro, più importante, era ubicato tra il quartiere residenziale e la necropoli occidentale. In quest’area, attualmente occupata dal molo moderno e dagli edifici della Junta de Obras del Puerto, si concentravano le attività. Nella seconda metà del IV secolo la produzione e il commercio delle salagioni di pesce sono floridi, ma la città risente della difficile situazione politica generale nei primi anni del secolo successivo. I rinvenimenti ceramici e le tracce d’incendio e distruzione riscontrate nel quartiere artigianale fanno pensare che la città sia stata presa dai Vandali intorno al 426, per preparare il grande sbarco successivo. Septem Fratres attraversò fasi alterne di decadenza e ripresa sotto la dominazione vandala e bizantina: quest’ultima comportò sostanziali modifiche dell’abitato per assicurarne la difesa, che fu garantita anche dalla presenza di un tribuno e di una flotta. La cinta tarda fu ricostruita e venne edificato un ridotto; sappiamo che fu costruita una chiesa dedicata alla Madre de Dios, della quale ignoriamo l’ubicazione. Il quartiere artigianale orientale fu occupato da povere abitazioni. Scavi effettuati alla fine degli anni ’90 nel Paseo de las Palmeras hanno portato in luce ambienti che sono stati interpretati come magazzini in rapporto con le cucine dell’insediamento e che si sovrappongono ad una fabbrica di garum che ebbe il massimo sviluppo nel II s. d.C. e una ripresa tarda delle produzioni dopo una interruzione nel III secolo. L’abitato era affiancato dalle necropoli: in quella orientale, in uso sin dall’alto impero, fu costruito un recinto funerario. In quella occidentale, più vasta, si estendeva ad ovest dell’istmo, sono venute alla luce otto tombe a fossa coperte con tegole che recano bolli imperiali databili dalla fine del III a tutto il IV secolo; un’altra necropoli era a SO della città in località Llano de Damas.