La ceramica fenicia

Gli artigiani fenici producevano contenitori ceramici di varia tipologia e di differenti dimensioni a seconda delle funzioni alle quali erano destinati: la mensa, la dispensa, il trasporto; a differenza della ceramica greca, riccamente decorata, quella fenicia appare più sobria: a parte un rivestimento argilloso (ingobbio) di colore rosso, tipicamente fenicio, i motivi ornamentali si limitano sostanzialmente a linee o fasce dipinte in rosso o bruno.

Della produzione fenicia nella penisola tingitana sono documentate la ceramica in red-slip (o a ingobbio rosso) e quella dipinta, rinvenute sia in centri di maggiore importanza (come Lixus, Ceuta) sia presso insediamenti minori (quali Azib Slaoui).

Tutti questi siti sono caratterizzati anche dalla presenza di anfore da trasporto di tradizione fenicia, riferibili talvolta a tipi prodotti nella zona del Mediterraneo occidentale (il Circolo dello Stretto).

Il complesso dei ritrovamenti fenici della penisola tingitana è simile a quello che si riscontra negli insediamenti fenici d’Occidente; i confronti con le colonie fenicie del sud della Spagna (Gadir, costa di Malaga) evidenziano il profondo legame del nord del Marocco (Lixus, Ceuta) con quest’area.

Le indagini archeologiche recenti stanno rivelando la presenza di ceramica fenicia in varie zone della penisola tingitana, dimostrando l’importanza che l’elemento levantino aveva nell’Occidente estremo del Mediterraneo.