I grandi palazzi di Tétouan

La demolizione del vecchio mellah rese disponibili vaste aree edificabili nel centro della medina, ove furono costruiti, nel XVIII secolo e nei brevi periodi della ripresa economica della città (1800-1814 e 1830-1845) i palazzi delle famiglie Erzini, Gharsia e Brisha. L’architettura è simile a quella del palazzo Mashwar, ma le dimensioni sono maggiori e le superfici decorate con gli zellij prodotti in città sono assai più ampie. Lussuose dimore vennero costruite dai commercianti di Fès stabilitisi a Tétouan all’epoca di Mulay Sliman e dagli Algerini immigrati dopo il 1830. Il Palazzo Lebbadi (oggi Dar Bricha), dimora di una delle famiglie più in vista della città, fu costruito nell’Ottocento su un terreno in pendio e ha due ingressi: quello principale, che conduce ad un ambiente allungato, si apre sulla strada inferiore. La corte è circondata da un portico a due piani con archi polilobati; ha al centro una fontana circolare di marmo e su di essa si affacciano vari ambienti: due aperti (maq’ad) e altri con un’alcova definita da un arco; dal lato di fondo, ornato da una fontana, si accede alla cucina, provvista di un serbatoio in comunicazione con la terrazza per il recupero dell’acqua piovana, e ai servizi. Le stanze del piano superiore, utilizzate per la notte, sono chiuse e occupano tutto il perimetro della casa, mentre gli ambienti del mezzanino erano utilizzati come magazzini e depositi. La decorazione è particolarmente ricca nelle sale al piano terreno, a zellij sulle colonne, con motivi floreali e geometrici in stucco; i soffitti sono di legno.