Edifici non militari nel castellum di Tamuda: il balneum e il valetudinarium

Davanti alla porta meridionale del castellum è un edificio termale di modeste dimensioni (circa 50 mq), databile tra il II e il IV s. d.C. Di questo complesso, a schema lineare e percorso retrogrado, sono noti due ambienti affiancati: il primo, accessibile dall’esterno, era presumibilmente destinato al bagno di vapore secco (sudatio); da questo si passava a un secondo ambiente adibito a bagni caldi di vapore o a immersioni in vasche non fisse (alvei) che dobbiamo presumere fossero di legno o metallo, dal momento che non se ne conservano in muratura (caldarium). All’estremità settentrionale si conservano gli archi d’accesso ai forni (praefurnia), destinati a riscaldare il complesso.

L’impianto termale era forse collegato a un edificio situato a W e addossato alla porzione meridionale delle mura; interpretato come ospedale militare (valetudinarium) sulla base degli strumenti chirurgici in bronzo rinvenuti al suo interno, è composto da un vano non ampio di forma allungata che immette a due ambienti ad esso perpendicolari.

 Nel settore sud-occidentale dei principia, in posizione parallela alla via principalis, è stata individuata inoltre una cisterna rettangolare (m 15 x 4 circa) forse costruita o rimaneggiata nel tardo impero; era alimentata da una conduttura che convogliava l’acqua da una sorgente ubicata nelle colline a sud del campo e che passava al di sotto della porta meridionale.