Círculo del Estrecho

Círculo del Estrecho è la definizione che Miquel Tarradell diede di quella sorta di comunità culturale, commerciale e umana esistente tra le due sponde dello Stretto di Gibilterra, che si affacciano sull’Atlantico e sul Mediterraneo e che presentano caratteristiche geologiche, geografiche e naturali simili, tanto da costituire, oggi, la Riserva della biosfera intercontinentale del Mediterraneo Andalusia-Marocco. Lo sfruttamento delle risorse marittime e terrestri è avvenuto in modo analogo sulle due sponde e comuni sono state le varie culture che vi si sono succedute. Questa unità non era sfuggita agli antichi, che intorno ad essa costruirono miti come quello di Ercole, né è un caso che durante l’impero la Mauretania Tingitana avesse maggiori contatti con la penisola iberica piuttosto che con le altre province africane, dalle quali la separavano una lunga fascia costiera inospitale e catene montuose, cosicché, nella generale riorganizzazione dell’impero, Diocleziano la unì, unica provincia africana, alla circoscrizione che raggruppava le province iberiche. Questa unità politica proseguirà sotto i Vandali e ancor più a lungo con le prime dinastie islamiche. Va comunque sottolineato che, da parte di alcuni esponenti dell’archeologia coloniale, queste indubbie somiglianze furono interpretate nel senso di una dipendenza culturale della sponda meridionale all’altra, autrice di progressi e innovazioni che l’area africana si sarebbe limitata a recepire.