Islamizzazione

Dal 647 gli Arabi, dopo aver conquistato l’Egitto, iniziarono le incursioni nell'Africa bizantina. Nel 670 fondarono la città di Qayrawan (Kairouan, che diventa la città santa araba del Nord-Africa), mentre nel 698 conquistarono Cartagine e nel 709 arrivarono a Tangeri, occupando così l’Africa romana (corrispondente all’attuale Tunisia, più alcune zone dell’Algeria e della Libia), che chiamarono Ifriqiya.

Nell'anno 800 Ibrahim Ibn el Aghlab, governatore dell'Ifriqiya, si ribellò al califfo di Baghdad fondando nella regione la prima dinastia indipendente (Aghlabiti), che restò al potere sino al 909, e attuò la conquista della Sicilia (827-877). Furono invece berbere le tre dinastie seguenti, degli Obaditi o Fatimiti (909-1171), degli Almohadi (1160-1207) e degli Hafsidi (1207-1574). Il sovrano obadita al Muʽizz conquistò tutto il Maghreb e infine anche l'Egitto (969), dove fondò la città del Cairo. I Fatimiti si affermarono anche in Siria. In seguito l'Egitto andò perduto a favore degli Ayyubiti, mentre i domini occidentali caddero in potere di gruppi berberi. Il regno di al Muʽizz fu ripristinato dall'almohade Ibn Tumart, dall'Atlantico all'Egitto, anche se la Sicilia passò ai Normanni. Sotto gli Hafsidi, resisi indipendenti da Tunisi, la regione acquistò grande prosperità e Tunisi divenne un centro importante anche culturalmente. Agli inizi del sec. XVI i porti della Tunisia divennero rifugio di corsari turchi, aiutati dai sultani di Costantinopoli. I corsari finirono per rimanere padroni di Algeri, Biserta e Tunisi, a beneficio ultimo dei turchi, che poterono affermare la loro sovranità sulla regione (1574). Nel 1705 il comandante dei giannizzeri Husayn si proclamò bey, dando inizio alla dinastia degli Husayinidi. Nella seconda metà dell'Ottocento, la Tunisia divenne oggetto di una grande partita diplomatica fra le potenze europee, ai fini del predominio nel Mediterraneo, ma la Francia con un colpo di forza, occupò la Tunisia e impose al bey il suo protettorato (Trattato del Bardo, 12 maggio 1881; Convenzione della Marsa, 8 giugno 1883).