Ksar Lebna


Descrizione: 

A circa un km a NE del villaggio di Lobna, a poche decine di metri dalla linea di costa, sono evidenti i resti di una struttura quadrangolare, di circa 50 x 60 m, le cui diagonali sono quasi perfettamente orientate in senso NS ed EW; della struttura rimangono vari tratti di murature in elevato e un grosso cumulo di crolli al centro.

I resti meglio conservati dei muri perimetrali del complesso, che si elevano per diversi metri sui lati NW e NE, dove residua parte di una torre nell’angolo E, consentono una chiara lettura dell’opera muraria utilizzata: Nella parte inferiore dei muri perimetrali sono utilizzati grandi blocchi regolare, presenti anche negli angoli della torre e in altri brevi tratti, mentre la parte superiore è realizzata a filari di piccoli blocchetti in pietra calcarea disposti regolarmente. La stessa opera muraria si nota in tratti dei muri che dividono internamente la struttura, anche se la vegetazione, la presenza dei crolli e il precario stato di conservazione del contesto non consentono di definire l’articolazione degli spazi. Si può inoltre notare, del settore centrale dello spazio interno, una cisterna; altre cisterne sono ubicate presso l’angolo E della struttura quadrangolare, in prossimità della torre.

Tra il complesso archeologico e la linea di costa è ubicato un piccolo Marabout, un santuario islamico a pianta quadrata e copertura a botte dedicato a Sidi Ali Moujahed, un santo che secondo la tradizione giunse in questo luogo dal Marocco, il cui culto è ancora vivo; attorno all’edificio si trova un cimitero islamic

Interpretazione: 

L’assetto planimetrico della struttura quadrangolare, con torri agli angoli e possenti murature perimetrali in grossi blocchi squadrati e in murature a filari di blocchetti nelle parti elevate e nei setti di partizione interna non pongono dubbi circa la sua funzione difensiva. Per quanto riguarda la cronologia, ammettendo una frequentazione dell’area in fase islamica, non può del tutto escludersi che l’edificazione della struttura difensiva sia piuttosto da attribuire ad età protobizantina (VI-VII secolo). Potrebbero sostenere questa ipotesi le stesse caratteristiche delle murature, che trovano confronti con altri castra di tale epoca, i materiali di superficie che si rinvengono abbondanti nel sito, la stessa posizione della fortificazione, che come altre presenti nel territorio controllerebbero la viabilità costiera e quella fluviale, nonché i territori pianeggianti dell’area costiera. La fortezza poté verosimilmente mantenere la medesima funzione in epoca successiva.

Un’indagine archeologica potrebbe chiarire meglio le fasi costruttive e di uso della struttura: lo stesso può dirsi circa la possibilità di interpretare meglio, in rapporto alla struttura difensiva ma più in generale alla dinamica insediativa del sito, le strutture sommerse note da tradizione orale.

Notizie storico critiche: 

La struttura quadrangolare è identificata con il ribat di Ksar Lebna (o Lobna), noto nelle fonti arabe, abbandonato nel periodo hasfife. Tale identificazione risulta però ancora incerta, mentre occorre osservare che nell’are circostante e nelle stesse rovine del complesso, nonostante si noti la presenza di frammenti di ceramica islamica, sembra che la maggiore quantità di materiale ceramico che si rinviene in superficie si attribuisce ad età tardoantica: si segnalano tra l’altro frammenti di forme tarde in sigillata chiara D, databili alla fine del VI-VII secolo, imitazioni in ceramica comune della ceramica fine da mensa di produzione africana, sempre attribuibile agli stessi ambiti cronologici, anfore africane e orientali di VI secolo.

Una notizia raccolta oralmente sul luogo individua strutture realizzate in un’opera muraria molto simile a quella del complesso architettonico quadrangolare, oggi sommerse dal mare.