Le cave di El Haouaria/Ghar el-Kbir

Le cave costiere di Ghar el-Kbir (in arabo la “grande caverna o grotta”) si trovano all’estremità settentrionale del Cap Bon, a circa 2 km da El Haouaria. Presso quest’ultima località potrebbe forse situarsi l’antica città dal nome greco di Hermaea, nota da fonti classiche. Di questa città lo storico Procopio (VI s. d.C.) menziona anche la denominazione latina di Merkourion, in relazione alla presenza di un tempio dedicato a Hermes/Mercurio.

Benché sul litorale del Cap Bon tra Menzel Temime e Sidi Daoud siano presenti altri banchi di arenaria come quello di El Haouaria, quest’ultimo sito si distingue per il sistema di estrazione sotterraneo, decisamente insolito: laddove la struttura della pietra era uniforme e abbastanza compatta venivano infatti scavati ampi ambienti ipogeici, inizialmente non comunicanti tra loro e dotati di pozzi d’accesso a sezione quadrangolare, attraverso i quali si asportavano i blocchi tagliati. Questi ambienti presentavano la forma di una caraffa in quanto più larghi nella parte inferiore.

Le cave di El Haouaria fornivano a Cartagine il materiale da costruzione per i suoi monumenti. Esse, nonostante la scarsa vicinanza, furono scelte in funzione della natura della pietra, l’arenaria, facile da tagliare e lavorare. Data la distanza tra la metropoli e le cave di El Haouaria, il trasporto doveva avvenire via mare, come spesso accadeva nell’antichità.

Nella città di Cartagine l’arenaria di Ghar el-Kbir parrebbe impiegata già in età arcaica (VII s. a.C.) per lastre di sepolture; in epoca punica essa trovò largo utilizzo per i blocchi regolari di grandi dimensioni destinati a edifici monumentali e abitazioni, nonché per gli elementi architettonici (quali pilastri, capitelli, etc.). Accanto ai dati archeologici vi è la menzione dello storico greco Diodoro Siculo (I s. a.C.) sullo sbarco di Agatocle al Cap Bon verso il 310 a.C. e del successivo allestimento di un campo presso le cosiddette Latomiae: essa infatti testimonierebbe lo sfruttamento delle cave di El Haouaria almeno dalla fine del IV s. a.C.

Non è possibile stabilire se queste cave furono sfruttate intensivamente già da età punica o piuttosto successivamente ad opera dei Romani poiché la tecnica di coltivazione omogenea non consente di verificare se tutte le cave sotterranee siano databili da età punica e se in epoca romana lo sfruttamento continuò attraverso lo stesso sistema di estrazione sotterraneo.

La particolare tecnica di estrazione è nota nel Cap Bon solo a Sidi Salem, presso Menzel Temime, con gallerie sotterranee di cava vicine a una necropoli punica ipogeica; infatti il sistema di sfruttamento più utilizzato era quello a cielo aperto, documentato anche a El Haouaria, come peraltro nella costa presso Korbous.