I mosaici di Clipea/Kélibia

La domus delle due cacce si distingue per i mosaici policromi che ne decoravano quasi tutti gli ambienti. Tra i più interessanti sono i due pavimenti con scena di caccia (staccati ed esposti al Museo del Bardo di Tunisi) che hanno dato il nome alla ricca dimora: nella prima (che ornava l’ambiente a sud-est della corte) i cacciatori e i cavalli sono identificati con i rispettivi nomi; nella seconda (che decorava un vano a nord-est del porticato) è raffigurato il bacio rituale di un cacciatore alla statua di Diana, la dea della caccia, posta all’interno di un’edicola.

Su un altro tessellato figurato (nello stibadium) due cavalli, con l’indicazione dei nomi Am(or) e Nynficus, appaiono affrontati a un vaso su cui è adagiata una ghirlanda.

Dalla stessa domus proviene anche una scena marina (che decora il pavimento dell’esedra del giardino) con la raffigurazione di varie specie ittiche.

È presente anche il tessellato geometrico, che, salvo qualche caso (come nel lato nord-est della corte) è arricchito con motivi floreali e vegetali.

I pavimenti musivi della domus del busto di Marco Aurelio presentano in diversi casi (corridoio nord-ovest, ambienti a nord-ovest e galleria a nord-est) una decorazione policroma con motivi geometrici. Accanto a questa spiccano i mosaici policromi a medaglioni – inseriti in una trama di motivi vegetali – contenenti raffigurazioni di animali (come pesci, uccelli, gazzelle) e figure mitologiche (quali Pan e la Gorgone) o maschere (rispettivamente in due dei vani, triclinium ed oecus, a nord-ovest del peristilio).

Dalla stessa domus provengono altri pannelli musivi (che rivestivano alcune soglie degli ambienti posti a nord-ovest) con rappresentazioni animali, tra le quali spiccano quelle di due pavoni affrontati a un vaso e di una tigre con kantharos rovesciato.