I mosaici della Tunisia

In Tunisia sono stati rinvenuti un numero importante di mosaici risalenti, quasi tutti, al periodo che va dal II al VI secolo d.C. La loro frequenza è da attribuire a vari fattori, fra cui, innanzitutto, la prosperità economica di questa regione della provincia d’Africa e di conseguenza la facilità di reperimento dei materiali adatti alla loro realizzazione, soprattutto i marmi di vario colore. Dal punto di vista stilistico gli esemplari più antichi sono caratterizzati da eleganza decorativa e illusionismo pittorico, propri della tradizione ellenistica. Ma già a partire dalla metà del II secolo nella zona di El-Djem e a Susa cominciarono ad affermarsi diversi stili di composizione e, ben presto, in ogni città della Tunisia sorsero botteghe di mosaicisti che decoravano i pavimenti e probabilmente anche le pareti degli edifici pubblici e privati.

Dal III secolo in poi si sviluppa, invece, uno stile africano ben distinto, con mosaici caratterizzati da una particolare propensione al realismo: le scene rappresentate sono tratte dalla vita quotidiana e vengono eseguite in ampie composizioni dai colori vivaci. Queste opere trovavano spazio in contesti pubblici, soprattutto nelle terme, ma anche privati, come testimoniano molti pavimenti rinvenuti nelle ville di ricchi mercanti o di proprietari terrieri, dove i mosaici erano simbolo della ricchezza e del potere della famiglia che aveva fatto costruire e decorare la casa. La maggior parte dei mosaici erano realizzati con la tecnica dell’opus tessellatum, dove i disegni sono formati da piccoli cubetti di pietra colorata (le "tessere") disposti su uno strato di malta, seguendo dei disegni preparatori. Nei temi rappresentati si riflettevano gli interessi del committente: il tema della terra e i cicli della natura, oppure quello del mare, rappresentato come un luogo di abbondanza.

Nel corso dei secoli IV e VI si diffusero inoltre soggetti cristiani (monogrammi di Cristo, rappresentazioni di chiese), assai più astratti e simbolici, che spesso venivano commissionati per ornare di mosaici le basiliche, i battisteri e le tombe. L'invasione degli Arabi nel VII secolo segnò la fine di quest'arte.