Pupput

L’antica città romana di Pupput sorgeva in località Souk-el Abiod, tra gli oueds Temad a Nord e Moussa a Sud, lungo il litorale, in quello che attualmente è il quartiere degli hotel della moderna Hammamet. Al momento della costruzione degli hotel furono ritrovati numerosi mosaici funerari. Alla fine del XIX secolo si riconoscevano ancora le rovine di un anfiteatro e di un teatro, quelle di due acquedotti che confluivano delle cisterne e una cittadella bizantina.

All’inizio dell’impero e fino alla fine del II secolo d.C. Pupput era una semplice villaggio (vicus) dipendente dalla città di Cartagine. All’inizio del IV secolo un’iscrizione latina datata tra il 314 e il 323 la definisce colonia Aurelia Commoda pia Felix Augusta Pupput. Questa titolatura riporta all’imperatore Commodo, che elevò la città al rango di colonia romana tra il 185 e il 192 d.C., periodo nel quale regnò su Roma e il suo impero. Nel 411, al concilio di Cartagine, Pupput fu rappresentata da due vescovi: Pannonius il cattolico e Victorianus il donatista. Si conoscono anche altri vescovi di Pupput alla fine del V secolo, nel VI secolo e ancora alla metà del VII secolo.

Prima dello sviluppo dell’industria turistica il sito dell’antica Pupput era molto esteso e numerose le vestigia ancora visibili: nel 1936 erano individuabili le rovine di anfiteatro, teatro, terme, cisterne, acquedotti, ponti. L’urbanizzazione spesso caotica e la pressione degli imprenditori alberghieri hanno impedito la conservazione della totalità del sito, tanto che solo una piccola parte è stata preservata e classificata come zona archeologica. Il sito è stato oggetto di numerosi scavi archeologici, soprattutto negli anni ’60 del ‘900. Furono individuate e scavate domus, terme e una basilica cristiana. Fra le domus ricordiamo la “Domus del peristilio figurato”, la “Domus del Satiro e della Ninfa”, la “Domus del triclinio in bianco e nero” e la “Domus del viridarium a nicchie”.

La necropoli della città di Pupput, situata a poca distanza a nord del sito, è stata indagata solo in parte. Sono state riportate alla luce circa 1300 tombe distribuite in settanta recinti o strette in aree aperte. Questa necropoli giustappone, dunque, degli spazi funerari contrastanti dove si oppongono le zone aperte e ampie e le zone ridotte e isolate mediante dei muri che sono talvolta molto alti. la superficie di questi recinti varia da 17 a 156 mq. Le tombe più antiche datano dalla fine del I secolo d.C.o al più tardi dall’inizio del II secolo. Il periodo di maggiore utilizzazione copre principalmente il secondo  e una parte del terzo secolo, e decresce successivamente, per limitarsi, nel V secolo, al solo riutilizzo. A quest’epoca è riferibile la basilica cimiteriale cristiana individuata negli anni sessanta del XX secolo, caratterizzata dalla presenza di mosaici funerari, relativi alle deposizioni all’interno dell’edificio e attualmente ricoperta dalle strutture di un hotel.