Neapolis – Nabeul - Nèbil

 

Nabeul è il capoluogo del governatorato e la principale città della regione. Il nome attuale, Nabeul o Nèbil, è la pronuncia e la traslitterazione araba del vecchio toponimo greco “Neapolis”, che significa “città nuova”. L’amministrazione romana non sostituì questa denominazione, come invece era solita fare, ma ha conservato questo nome, senza dubbio per rispettare una lezione locale fortemente radicata. È dunque probabile che Neapolis fosse in origine un luogo di scambio fondato da commercianti greci, che cadde rapidamente sotto il controllo cartaginese. In effetti Tucidide, lo storico della Guerra del Peloponneso, raccontando gli avvenimenti del 414 a.C. racconta che Neapolis era la città dell’Africa più vicina alla Sicilia, da cui dista due giorni e una notte di navigazione. Verso il 310 a.C. la città fu conquistata da Agatocle, tiranno di Siracusa, che, secondo la testimonianza di Diodoro Siculo, trattò i suoi abitanti con umanità.

Ai tempi della terza guerra punica Neapolis parteggiò per Cartagine contro Roma: fu attaccata e punita nel 148 a.C. dal comandante dell’esercito romano Calpurnio Piso. Durante tutto un secolo, fino alla guerra civile, nessuno menziona più la città. In occasione di tale guerra la città si unì alla causa di Cesare (contro Pompeo), che le rende la libertà. Qualche anno dopo Neapolis diviene, grazie a Cesare o ad Ottavio (il futuro Augusto), colonia giulia e, per ripopolarla viene inviato nella città un contingente di coloni romani, che contribuiscono al suo sviluppo urbano. La conquista della penisola da parte dei musulmani provoca la rovina della vecchia città che, più tardi, si trasformerà in una vera e propria cava di materiali per la costruzione dei monumenti della nuova città sua erede: Nabeul. L’estensione dell’abitato moderno intorno al sito antico e lo sviluppo anarchico delle strutture alberghiere ha contribuito alla sparizione della maggior parte delle vestigia di Neapolis, fatto che ha spinto le autorità preposte alla tutela, ad avviare degli scavi urgenti per proteggere il sito. Questi scavi iniziarono nel 1965 sotto la direzione dell’archeologo francese J.-P. Darmon, ma si bloccarono rapidamente nel luglio 1966, per non riprendere che recentemente. Durante questi due anni furono scavati due monumenti attualmente visitabili: la “Maison des nymphes” e l’Officina per la lavorazione dei pesci.