Missua-Sidi Daoud

Sidi Daoud è un piccolo villaggio di pescatori situato di fronte alle isole di Zembra e Zembretta. È il principale porto tunisino per la pesca del tonno. Questa attività è molto antica e doveva rappresentare il nerbo dell’economia della vecchia città di Missua, che si trovava a qualche centinaio di metri a sud dell’attuale villaggio. Alcuni studiosi pensano che il toponimo latino Misua derivi dal semitico Massouah, cioè le cave di pietra che sono state individuate in abbondanza nei dintorni. La storia di Missua è praticamente sconosciuta. La città è segnalata per  la prima volta da Plinio il vecchio (I secolo). Ignoriamo la sua storia municipale durante l’alto impero, ma è probabile che abbia conosciuto la stessa sorte delle vicine Clipea, Curubis, Neapolis e soprattutto Karpis e che sia divenuta, come queste, colonia iulia. Questa ipotesi si basa sull’importanza economica e strategica della città, che era una tappa importante nella rotta marittima tra Cartagine, la Sicilia e l’Italia. Aveva un porto attivo ed era rappresentata al porto di Ostia: uno dei mosaici del piazzale delle corporazioni raffigura due navi che solcano il mare in senso contrario, più in basso due tonni posti ai lati di un faro o di una torre. In alto si legge: Naviculari Misuenses hic.

Missua, all’indomani della conquista araba diventò, anche se per breve tempo, capitale amministrativa della penisola del Cap Bon.

Di tutti i siti archeologici del Cap Bon, la città di Missua è quella che ha subito i maggiori danni dopo l’indipendenza. Il villaggio attuale si è ingrandito in modo rapido attorno al mausoleo di Sidi Daoud. Le rare strutture antiche che sopravvivono si incontrano soprattutto in riva al mare, ma nessuna indagine archeologica è mai stata condotta e nessun tipo di protezione è stata approntata per salvaguardare le vestigia ancora visibili.