Korba-Curubis

La sua storia è poco conosciuta, non sappiamo niente del suo passato preromano. Il suo nome antico, Curubis, è probabilmente la trascrizione latina di un toponimo indigeno di cui non si conosce il significato esatto. È soprattutto grazie all’epigrafia che possiamo tracciare l’evoluzione della storia municipale di Curubis. In origine non era una città libera. Si trovò in mezzo al conflitto fra i partigiani di Cesare e quelli di Pompeo. Un’iscrizione del 47 a.C. mostra che la città, senza dubbio esposta agli attacchi dei cesariani, venne fortificata  a cura di un prefetto romano, che agiva agli ordini di P. Attius Varus e di C. Considius Longus, due generali pompeiani. Curubis fu dunque occupata e fortificata con mura, torri e fossato. Due anni più tardi, nel 45 a.C., la città fu trasformata da Cesare in colonia e conobbe, secondo le testimonianze epigrafiche, una lunga prosperità. In occasione della fondazione coloniale le autorità dotarono la città di una decorazione monumentale degna del suo nuovo rango. Sappiamo, grazie al celebre mosaico della piazzale delle corporazioni di Ostia, dove Curubis aveva un ufficio di negotiatores, che la città aveva un porto, oggi totalmente scomparso così come tutti gli altri monumenti come la cinta muraria, l’acquedotto, l’anfiteatro, il teatro, il santuario di Ceres.

A Curubis è legata la figura di San Cipriano: convertito e battezzato verso il 245, divenne vescovo di Cartagine  verso il 248. Sotto l’imperatore Valeriano (253-260) fu esiliato dal proconsole d’Africa Paternus proprio a Curubis.

Fra i rari monumenti ancora conservati dell’antica città, vi è la necropoli punica di Ksar es-Saad, situata a poca distanza a nord della città.