Le abitazioni di Kerkouane

Nella città di Kerkouane è ampiamente conosciuta l’architettura domestica. Il tipo più ricorrente delle abitazioni attestate è quello a corte centrale; esso presenta un corridoio stretto, lungo, e a gomito, che partendo dall’ingresso conduce a una corte: semplice o circondata da portici nelle case più spaziose e signorili, era destinata allo svolgimento di diverse attività domestiche. Attorno alla corte, elemento fondamentale della casa punica, erano vari ambienti, quali uno di dimensioni maggiori, di rappresentanza, per gli ospiti e una stanza da bagno, costituita da un piccolo spogliatoio, una vasca a sedere e un lavello per le abluzioni e l’alimentazione della vasca stessa, tutti. In alcune case una o due scale consentivano l’accesso a vani posti a un livello più alto. Era inoltre presente un pozzo, che poteva trovarsi nella corte. È documentato anche il sistema di approvvigionamento e smaltimento dell’acqua: un tubo in piombo adduceva l’acqua fino alla vasca, mentre l’acqua utilizzata defluiva all’esterno attraverso una canaletta, fittile o plumbea, sistemata lungo una delle pareti del corridoio d’accesso.

L’edilizia abitativa di Kerkouane è caratterizzata anche dalla tipologia, assai meno frequente (diffusa), delle case i cui ambienti erano disposti in fila: un vestibolo, in cui si trovavano una vasca e una scala (che doveva condurre a un vano più alto), era seguito da una corte dotata di pozzo; da questa si accedeva all’unico vano d’abitazione, distinto in due spazi: il primo, più ampio, destinato a sala da pranzo, il secondo utilizzato come stanza da letto). Questo tipo di pianta parrebbe essere di origine locale, in quanto trova dei riscontri in età protostorica nei megaliti e nelle haouanet, attualmente nelle abitazioni berbere del Sud tunisino.

Altre case erano costruite secondo una pianta lineare, i cui vani erano accostati a seconda delle rispettive funzioni e non erano condizionati da un orientamento esclusivo come nel precedente tipo descritto.

Nella maggior parte delle case il pavimento era realizzato con malta rossa (opus signinum) mista a frammenti fittili (di ceramica o mattoni), talvolta decorato con motivi figurati (quali il simbolo di Tanit, i pesci, il fiore di loto, etc.) ottenuti con l’impiego di schegge di marmo bianco.

Le abitazioni più ricche si distinguevano per la di colonne, capitelli e modanature in stucco.