La necropoli punica di Sidi Salem/Menzel Temime

Questa necropoli è situata a est del centro abitato di Menzel Temime (forse l’antica Tafekhsite), a circa 12 km a sud di Kélibia. Fu scoperta alla fine degli anni ’60 del secolo scorso da parte di un équipe italo-tunisina diretta da M.H. Fantar. Deve il suo nome a Sidi Salem Hemam, un uomo santo sepolto all’interno del vicino marabut.

Essa si estende su una collina alta circa 40 m in posizione dominante sul mare ed è costituita da settantadue tombe a pozzo e diciassette a fossa (queste ultime realizzate negli spazi risultanti tra quelle precedenti). Il numero rilevante di tombe lascerebbe supporre la presenza di un ricco abitato punico. Poiché quest’area funeraria copre una superficie di circa 1 ha, lo spazio tra le sepolture appare ridotto. Le tombe a fossa, date le dimensioni, dovevano essere destinate per lo più a individui adulti; a pianta rettangolare, erano coperte da lastre disposte di piatto.

Nelle tombe tripartite il vano funerario, monocellulare e a pianta quadrangolare, presenta il soffitto piano o a doppio spiovente.

Alcune delle sepolture – a pozzo e a fossa – presentano superiormente degli intagli, funzionali probabilmente alla sistemazione di elementi che segnalassero la presenza delle sepolture stesse.

La necropoli di Sidi Salem si distingue anche per le decorazioni dipinte di alcune camere, tra le quali merita particolare attenzione quella della tomba 85: del monumento turriforme raffigurato sulla parete di fondo del vano funerario solo il piano inferiore è dipinto (con resa in dettaglio di pilastri angolari coronati da capitelli eolici), mentre quello superiore è scavato in forma di nicchia nella parete stessa; tale nicchia, decorata con il simbolo di Tanit, è conclusa sulla sommità da una piramide; quest’ultima, ornata dal crescente lunare con il disco solare al centro, si adatta alla struttura interna del vano funerario il cui soffitto è a doppio spiovente.

Numerose tombe sono state depredate in antico, come anche in epoche successive e usate peraltro come rifugio durante la seconda guerra mondiale. Quelle intatte hanno restituito dei corredi molto ricchi, costituti da ceramica, oggetti in bronzo (un’oinochoe e un accetta-rasoio con decoro inciso), gioielli (orecchini e anelli in oro con il castone variamente ornato), scarabei in cornalina e diaspro.

Sulla base dei materiali rinvenuti l’utilizzo prevalente della necropoli si colloca tra il IV e III s. a.C., benché la data d’inizio potrebbe forse risalire al VI s. a.C.