La necropoli di Arg el Ghazouani/Kerkouane

Essa appartiene ai complessi funerari di Kerkouane, comprendenti anche le necropoli di Jbel Mlezza/e Dar es-Sâafi. Nota anche come necropoli Nord, si trova a circa 500 m in linea d’aria a nord-ovest del centro urbano; insiste su una collina che domina il mare ed è orientata nord-sud parallelamente alla linea di costa. Questa necropoli, estesa per circa 1,26 ha, è costituita da un numero rilevante di sepolture (purtroppo in gran parte depredate) scavate nella piattaforma rocciosa: centocinquanta a pozzo e cinquanta a fossa.

Le tombe tripartite presentano pozzo e dromos di dimensioni ridotte; una particolarità di queste sepolture è data dalla presenza di una scala a gradini che occupa tutta la discesa fino alla camera di una scala a gradini stretti addossata solo a una delle due pareti; ovvero si trova anche la scala con un sistema misto, in cui alcuni gradini che coprono l’intera larghezza del pozzo sono seguiti da altri più stretti che si uniscono a una delle pareti dello stesso. Di quest’ultima soluzione è esemplificativa la tomba 79, che presenta una seconda camera sotto il vuoto lasciato dalla scala. La scelta di queste soluzioni tecniche è probabilmente connessa alle esigenze di spazio: era infatti necessario un corridoio abbastanza largo per accedere agevolmente alla camera e provvedere alla deposizione dei defunti.

La camera, il cui accesso era sigillato da una grande lastra, è caratterizzata da una pianta quadrangolare e dal soffitto piano o a doppio spiovente; gli inumati, in posizione supina o laterale contratta, erano deposti direttamente sulla terra o in un sarcofago  ligneo (del quale un esempio eccezionale è quello della cosiddetta Dama di Kerkouane) o ancora in cassoni tagliati nella roccia o in loculi scavati nelle pareti.

Sui bordi dei pozzi si notano i resti di muri relativi a sovrastrutture destinate forse a segnalare la presenza delle tombe.

Tra le sepolture a fossa, ricavate negli spazi di quelle a pozzo, alcune, considerate le dimensioni, dovevano essere destinate a inumazioni infantili o a incinerazioni.

Nonostante lo spazio ridotto, sono stati comunque risparmiati alcune “piazzette” (a volte dotate di sedili) tra le sepolture, forse destinate alle famiglie dei defunti.

La coesistenza delle due pratiche funerarie dell’inumazione, prevalente, e dell’incinerazione, potrebbe forse spiegarsi con la presenza di genti di altra provenienza (greca o italica). Interessante in tal senso la tomba 6, nella quale il cassone lungo la parete destra ospitava un inumato, mentre nel loculo della parete sinistra erano stati deposti dei resti incinerati (forse di una donna, come suggerirebbero i due specchi in bronzo del corredo).

I materiali di corredo, in parte esposti al museo di Kerkouane, erano costituiti da ceramica punica, attica, gioielli (quali collane in cornalina e pasta vitrea), scarabei, amuleti (l’occhio Ugiat e la vacca Hator, Horus con testa di falco, Bastet), terrecotte figurate e monete.

La frequentazione della necropoli è databile tra il VI e il III a.C.; tuttavia i materiali (in particolare la ceramica attica) consentono di collocare gran parte delle sepolture tra il IV e il III s. a.C.