La domus delle due cacce a Clipea/Kélibia

Situata sul versante ovest della fortezza di Kélibia, la domus delle due cacce, ampia e articolata, deve il proprio nome al soggetto di due dei mosaici che la decoravano; quasi tutti gli ambienti infatti presentavano mosaici policromi geometrici o variamente figurati. L’ingresso, che si affacciava su una strada lastricata, era posto a sud-ovest e conduceva alla corte. Questa era dotata di portici sui quattro lati e sistemata a giardino; sul lato nord-ovest il porticato si apriva su un’esedra semicircolare costruita su parte dello spazio scoperto della corte.

A sud-est di quest’ultima si trovava un ambiente di rappresentanza sopraelevato, mosaicato al centro con scene di caccia e aperto verso altre stanze. Un altro vano di rappresentanza (triclinium) era accessibile dal lato nord-ovest della corte, mentre un ambiente a forma di abside (stibadium ?), rialzato come il precedente, era posto all’angolo nord del portico. Tra questi ultimi erano due ambienti di forma allungata, tra loro perpendicolari, di cui uno decorato con il mosaico di Diana.

Tre ambienti si disponevano a sud-ovest del secondo vano di rappresentanza.

Se alcuni ambienti di servizio e una latrina affiancavano l’ingresso, una bottega con retrobottega e vano scale si trovavano nell’angolo sud del complesso.

Sulla base delle raffigurazioni venatorie non è stato escluso che l’edificio, interpretato come abitazione privata, potesse invece costituire la sede di un’associazione di cacciatori.

La domus fu costruita sopra un impianto di salagione, riconoscibile attraverso la presenza di bacini, riutilizzati poi come vasche nella corte; l’attività di preparazione del garum è testimoniata dall’abbondante presenza di lische di pesce.

L’edificio è stato datato tra la seconda metà del V e la fine del VI-inizi VII s. d.C.