Dar Mussolini/Bou Argoub

Questo edificio residenziale si trova su un poggio presso Bou Argoub, a sud di Grombalia, nella parte sud-occidentale del Cap Bon e fu progettato dall’architetto Ugo Chiarini negli anni 1935-36 per conto dei Garsia, una famiglia di agricoltori italiani. Il nome di Dar (che in arabo significa “casa”) Mussolini è collegabile con il fatto che la villa potesse essere stata destinata a residenza del Duce in seguito alle sue attese e trionfali conquiste in Tunisia.

L’edificio presenta una forma cilindrica, con balconi, archi e aperture rettangolari e circolari. L’ingresso principale, ubicato sul lato est della villa, si apre su una veranda preceduta da un breve porticato a tre arcate; queste sostengono un belvedere raggiungibile dal primo piano.

In corrispondenza del lato settentrionale una porta posta al centro di una serie di finestre ad arco a tutto sesto consente l’accesso a una sala a pianta circolare con galleria, dotata al centro di una fontana e coronata da una cupola disseminata di trafori riempiti di vetro. Attorno a questa sala, che si eleva per tutta l’altezza dell’edificio, sono disposti i diversi vani.

La villa è completata da una torre cilindrica chiusa superiormente da una cupola rivestita di tegole verdi; essa racchiude una scala elicoidale illuminata da una parete in vetromattone che consente di accedere agli ambienti del primo piano.

All’interno sono di particolare interesse i pavimenti decorati da mosaici: al pianterreno, sul pavimento della sala rotonda attorno alla vasca, vi sono raffigurazioni umane (quali un soldato romano, un gladiatore, una danzatrice) e animali (come una giraffa, una gazzella ferita, un’aquila), forse dotati di riferimenti simbolici; al primo piano i motivi ornamentali dei mosaici sono costituiti dai dodici segni zodiacali (in relazione ai quali l’edificio in alcune guide turistiche è indicato come villa dello Zodiaco).

La villa, per le sue caratteristiche strutturali e formali, è stata accostata alle architetture moderniste dei territori italiani d’oltremare.

Negli anni 1960 essa è stata sede di una scuola professionale; sostanzialmente intatta nella struttura, è attualmente in stato d’abbandono.

A est dell’edificio sono visibili i resti di strutture murarie antiche riferibili presumibilmente a un insediamento rurale legato alla vicina città romana di Vina.