Soliman


Description: 

Il centro storico di Soliman riflette l’impianto morisco del XVII secolo, con un sistema viario regolare, fiancheggiato da case linde di calce. L’elemento più rilevante del centro urbano è la moschea di stile andaluso fondata nel 1645.

La Moschea, che  utilizza ampiamente blocchi e membrature architettoniche di edifici antichi, è caratterizzata da un patio de los naranjas (cortile degli aranci) che ripete il modello dei patios  con alberi di agrumi delle moschee dell’Andalusia, a partire dalla corte della Grande Moschea trasformata in cattedrale di Cordoba e dell’analogo patio della Moschea sevillana, divenuta Duomo di Sevilla.

Sulla corte degli aranci prospetta l’alto minareto a pianta quadrata, dotato di una scala elicoidale, coronato da una torretta decorata da rivestimenti di azulejos azzurri, inquadranti bifore ad archetti bicromi, con conci bianchi e neri.

Del tessuto dell’abitato dei moriscos si evidenzia ancora un massiccio mulino a vento, con il corpo turrito troncoconico, riportabile al secolo XVII / XVIII.

Interprétation: 

In età cristiana il centro di Casula / Culusa sembra corrispondere alla civitas Culusitana  ricordata da Vittorio Vitense e alla sede episcopale Culusitana /Culsitana nota in vari concili. Ignoriamo la continuità insediativa nel medioevo islamico, prima della costituzione del nuovo centro di Soliman, ad opera dei moriscos andalusi, nel quadro di un ricco impianto in Tunisia dei rifugiati nel secolo XVII.

 

Nouvelles historique-critiques: 

Una statio  della via da CarthagoCurubis- Clipea, attraverso Maxula, secondo l’Itinerarium Antonini è Casula o Culusa. Samir Aounallah ha proposto con verosimiglianza l’identificazione di Casula/Culusa con Soliman, ceramente attraversata dalla via da Cartagine a Curubis. Il rinvenimento di iscrizioni latine a Soliman e il riutilizzo di numerose membrature architettoniche (colonne, capitelli, basi) nella moschea di Soliman rende probabile l’esistenza di un centro antico nell’area del centro storico di Soliman.

L’epigrafe più importante è relativa ad un tempio dedicato alla dea Caelestis, che dopo essere stato promesso in voto da Cassia Maximula, flaminica della imperatrice Plotina divinizzata, venne costruito dalle fondamenta, ornato di marmi e mosaici, dotato di un busto di Caelestis, di una statua della Pudicizia Augusta, a cura e a spese del marito di Cassia Maximula, Sestilio Marziale, sacerdote pubblico,  che aveva rivestito tutte le magistrature nella città, e del figlio Marziale, flamine perpetuo ed edile, i quali il giorno dell’inaugurazione avevano offerto delle sportule ai decurioni.

Un senatore Tertullo aveva restaurato per voto un tempio a divinità non menzionata a causa della frammentarietà del testo. Fra gli dei del centro vi era indubbiamente Saturno, cui è dedicata una stele di marmo bianco offerta per voto dal sacerdote Marco Tannonio Felice.