Chul-Medeina


Description: 

La città di Chul è localizzata nel sito di Henchir Medeina, 3,2 km a nord ovest del centro di Béni-Khalled.

L’area archeologica insiste in una  pianura, caratterizzata dalla agrumicoltura, estesa per almeno cinque ettari.

Nel settore nord orientale del sito si osserva un edificio termale di circa 400 metri quadrati, orientato secondo gli assi NE/SO e NO/SE, ed incentrato su un vasto frigidarium ornato da un mosaico con un emblema che rappresenta Teseo e il Minotauro, a figura umana e testa taurina. Gli ambienti caldi sono disposti nel settore SE.

A NNO del complesso termale si evidenziano in una trincea recente sarcofagi in calcare lisci che parrebbero attribuibili ad un’area di necropoli.

Ad un centinaio di metri a ovest delle terme, in un’area leggermente rilevata, si osservano numerosi blocchi squadrati e elementi architettonici che potrebbero appartenere ad una zona monumentale del centro urbano.

A duecento metri a sud del complesso termale gli scavi archeologici hanno messo in luce un edificio, orientato longitudinalmente NNE/SSO, di metri 26 di lunghezza  x 6  metri di larghezza, suddiviso in  quattro ambienti rettangolari, con il terzo vano a partire da SSO, dotato, sul lato ONO, di un’abside.

Il secondo vano, maggiore, presenta sui lati brevi due coppie di basi addossate ai muri. Il quarto vano ha il pavimento rivestito di cocciopesto, che incorpora un frammento di ceramica sigillata chiara A (Forma 10 B Hayes).

La natura dell’edificio è incerta, ma parrebbe plausibile una destinazione cultuale.

A 15 metri a SSE del suddetto edificio absidato si individua un Ninfeo, orientato parallelamente agli assi dello stesso edificio absidato.

Il Ninfeo di metri 8, 5 di lunghezza x 4, 2 di larghezza  è realizzato in opera cementizia con paramento in vittatum di tufelli calcarei. All’interno si osserva una sequenza di cinque nicchie su ciascuno dei lati lunghi e una nicchia su ogni lato breve.

Il pavimento del Ninfeo, in opus figlinum, è stato interessato, in una fase successiva,  nel settore NNE dalla realizzazione di una vasca rettangolare, normale ai lati lunghi del Ninfeo.

Interprétation: 

La città di Chul appare un esempio emblematico dello sviluppo di un centro urbano di origine libica, fortemente punicizzato, nell’area più fertile del capo Bon, divenuta la chora di Cartagine.

Roma inserì la città nel quadro della sua rete viaria  e più precisamente della via da Cartagine a Curubis, che passando per Gummi (Bordj Cedria), toccava Soliman (dove sono stati rinvenuti due miliari dell’imperatore Costantino), Chul (a sud della quale sono stati individuati due miliari di Magnenzio) per raggiungere, sulla costa meridionale del Capo Bon, Curubis.

Nouvelles historique-critiques: 

La  documentazione della civitas di Chul è dovuta alla scoperta di due iscrizioni latine dedicatorie al  dio Saturno  nel sito di Henchir Medeina, pubblicate da Azedine Bechaouch.

La prima epigrafe suona così:

“Consacrato a Saturno Augusto. La civitas di Chul. (Sotto) il sufetato di Gaio Lepthinio e di Manilio Sentio dell’anno novantunesimo”.

La seconda iscrizione è la seguente:

“Consacrato a Saturno Augusto. La civitas di Chul. (Sotto) il sufetato di Tito Trebellio Saturnino e di Marco Cornelio Onorato, dell’anno novantanovesimo”.

Nel  1932 nello stesso sito era stata rinvenuta la prima iscrizione con dedica a Saturno:

“Consacrato a Saturno Augusto. Quinto Fullonio Felice, sacerdote, ha sciolto il voto con animo ben volente”.

Si tratta, con ogni evidenza, di stele  votive consacrate al dio Saturno, nel suo santuario.

Ma mentre l’epigrafe di Quinto Fullonio Felice parrebbe essere un voto personale, seppure promanante da un sacerdote (di Saturno), le altre due sono epigrafi votive di carattere pubbliche poste dalla stessa civitas di Chul, dalla coppia dei supremi magistrati, i sufeti, di tradizione punica, rispettivamente nel 91° anno e nel 99° anno dalla istituzione del sufetato nella civitas di Chul, ossia dal momento della acquisita autonomia cittadina del borgo indigeno di Chul, il cui poleonimo denunzia origini libiche.

Una ulteriore iscrizione di Chul in corso di studio da parte di A. Bechaouch menziona un sufes maior nella gerarchia dei magistrati cittadini.

La civitas (ossia una comunità urbanizzata di peregrini, non cittadini romani) si evolvette, in un momento imprecisato dell’impero romano, in municipium, documentato da una nuova epigrafe che sarà edita da A. Bechaouch.

Appare rilevante per la storia culturale del centro di Chul la scoperta presso il santuario di Saturno, all’estremità della città, di una iscrizione funeraria cristiana, riportabile per il formulario fra il IV e il V secolo, segno di una sovrapposizione vittoriosa del cristianesimo sull’antico culto della divinità africana di Saturno, che traduce il Baal Hammon cartaginese.